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16 giu 2022

Un confronto da giocare col piglio giusto

16 giu 2022
alessandro
Sport

Alessandro

Gallo

Ricordate i volti spenti, quasi disperati, dei giocatori di Milano, un anno fa? Ecco, l’altra sera, al Forum, la stessa scena. Ma a squadre e maglie ribaltate. Weems non solo impalpabile, ma quasi impaurito dall’idea di tentare una conclusione. Lui, che per tutta la stagione, e anche nelle annate precedenti, è stato un punto di forza della Virtus. Teodosic che non ha provato a forzare un tiro da tre, cercando la carambola giusta in mezzo all’area. Con il risultato, però, di trovare la difesa di Milano e l’immancabile contropiede dell’Olimpia.

Inutile girarci attorno, la Virtus è sull’orlo del ko perché l’andamento dell’ultimo quarto, quando pure, per l’ultima volta, Bologna aveva messo il naso avanti, 55-57, fa paura. Una squadra nervosa, incapace non solo di reagire, ma di mettere in fila solo un’incredibile serie di palloni persi.

L’obiettivo di inizio stagione era la conquista dell’EuroCup e l’accesso in Eurolega. La Virtus l’ha centrato, con pieno merito, vincendo una gara di altissimo valore in Spagna, contro il Valencia. Però c’è uno scudetto da onorare. Che non significa vincerlo automaticamente, perché Milano è una squadra di Eurolega e, in questa serie più fisica, si è visto. Ma la Virtus non può e non deve essere il gruppo che, nel momento decisivo, sparisca. E subisca un parziale di 18-0, senza apparente reazione. C’è modo e modo di perdere. Stasera si torna alla Segafredo Arena. Vincere significherebbe riportare la serie a Milano. Vincere sarà difficilissimo perché l’Olimpia in questo momento appare più in salute e in fiducia. Ma la Virtus, che pure ha centrato l’obiettivo di inizio stagione – e su questo punto non ci sono discussioni –, stasera deve far vedere un volto diverso. Non solo quello del guerriero Shengelia. Magari anche quello del ‘desaparecido’ Mannion, che non avrà gambe e fisico (ancora) per reggere l’urto dietro, ma che in attacco almeno punta il canestro.

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