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20 apr 2022

Vera svolta o no, serve controprova: ecco perché pesa

Qualche mese fa, quando Forlì definì l’affare Lucas, il direttore sportivo di Napoli Alessandro Bolognesi – colui che vinse la scorsa A2 – disse al Carlino che l’Unieuro sarebbe stata addirittura da promozione se si fossero avverate due condizioni: la prima era il rendimento di Lucas stesso, e si è avverata; la seconda è la salute dei veterani Giachetti e Bruttini. Il capitano visto contro Ravenna è in forma clamorosa (comprensibile che abbia rifiatato contro Trapani), e anche quella di Bruttini è tornata buona.

Nel frattempo, la realtà oggettiva è che in questa stagione Forlì non ha mai battuto fuori casa una squadra come Torino: Dell’Agnello ricorda che le big erano state affrontate con un altro assetto, nel bene (il miglior Carroll lo si vide a Ferrara, ma non bastò) e nel male (gli infortuni e le assenze). Da quando c’è Lucas, dopo il ko per molti aspetti comprensibile di Latina, sono arrivate tre vittorie. Il punto è che il calendario proponeva tre pericolanti. Insomma, non c’è la controprova di cosa farebbe la ‘nuova’ Forlì: arriva, invece, stasera.

E, mentre si cercano punti contingenti per la classifica, è anche un test per ciò che accadrà a maggio: oggi come oggi, Forlì troverebbe Cantù che sta sopra Torino in classifica e non di poco.

Ergo, l’Unieuro farebbe bene a presentarsi alla post-season con almeno uno scalpo eccellente in trasferta. Se, invece, arrivasse un netto ko come quelli patiti all’andata su molti campi del girone Rosso, sarebbe un reset degli ultimi mesi. Ecco perché la partita di stasera può dire molto della Forlì del futuro.

Marco Bilancioni

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