Barbablù insegna a dire ’no’ alla violenza

Lo spettacolo con la regia di Giulia Paoletti è andato in scena al teatro Il Piccolo in occasione del 25 novembre

Barbablù insegna a dire ’no’ alla violenza

Barbablù insegna a dire ’no’ alla violenza

"La natura non osserva delle linee guida morali, la natura schiaccia i più deboli". Sono parole forti, tratte dal monologo del protagonista dello spettacolo teatrale ’Barbablù’, messo in scena al teatro il Piccolo di Forlì il 24 novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Il testo di Hattie Naylor ’Barbablù’, tradotto con grande efficacia da Monica Capuani, è stato interpretato in modo efficace da Edoardo Frullini.

La regista Giulia Paoletti sceglie di predisporre una scena ingombra di molte funi le cui matasse vengono usate come personaggi, con cui l’interprete si relaziona e che fa dialogare tra loro che coprono un alto parallelepipedo posto al centro dello spazio. Quattro indumenti appesi con cui il protagonista si veste in corrispondenza della narrazione delle storie nelle quali Barbablù tesse le sue relazioni come una trappola che gli dà la possibilità di sentirsi superiore di non far entrare l’altro nel suo mondo , di non rispondere alle domande e di non mostrare la propria interiorità e vulnerabilità distruggendo la relazione e lìunico modo per interrompere tutto questo è eliminare le donne che prima sono state prede poi divenute vittime.

Le musiche scelte e il gioco di luci creano unìatmosfera suggestiva e surreale che ci ha trasmesso angoscia e ci ha imposto a riflettere. Le vittime di Barbablù sono da lui descritte in modo dettagliato e morboso sia Attraverso un intenso monologo, Jim, magistralmente interpretato da Edoardo Frullini, si mostra come un abile seduttore che riesce a manipolare le donne con cui entra in contatto. Quando loro cercano di entrare nella sua sfera più intima, lui reagisce in modo violento per tentare di nascondere le proprie fragilità. A quel punto il sesso diventa violenza che si tramuta in morte.

Il carattere del protagonista è ravvisabile fin dalle prime battute: La leggerezza degli indumenti femminili sembra voler rappresentare la mancanza di un ostacolo tra la violenza dell’uomo e la vulnerabilità della donna, ridotta a preda degli istinti più biechi del protagonista. Questo tipo di abbigliamento, per alcuni uomini potrebbe essere frainteso come un tacito consenso; cosa, peraltro, smentita dall’esposizione "Com’era vestita?", mostra temporanea di abiti indossati da vittime di abusi, allestita nel foyer del teatro.

Susan, Judy (della piece teatrale) e tutte le altre donne, che possono aver incontrato un Jim nella loro vita, non hanno nessuna colpa se non quella di aver dato fiducia a una persona debole, che non sa amare: ancora oggi stereotipi e pregiudizi concorrono ad attribuire alla vittima di violenza una responsabilità rispetto a ciò che ha dovuto subire per la sua presunta passività, una vergogna da passare sotto silenzio, senza denunciarla. Al termine dello spettacolo, gli alunni hanno avuto modo di interagire con le referenti di diverse associazioni che si occupano della tutela dei diritti delle donne: il cambiamento della società può iniziare solo da una diversa modalità di relazione fra uomini e donne.

Classi 4ªC, 4ªD e 4ªE dell’istituto tecnico aeronautico ’Baracca’