Cantiere Regionali. Pd, derby Forlì-Cesena. FdI, chance Pompignoli o la sorpresa Cangini

Al via la corsa. I dem uscenti vengono da oltre Savio (e Bulbi ci riprova), i ‘cugini’ cercano il riscatto e, con un candidato in meno, possono essere avvantaggiati.

Cantiere Regionali. Pd, derby Forlì-Cesena. FdI, chance Pompignoli o la sorpresa Cangini

Cantiere Regionali. Pd, derby Forlì-Cesena. FdI, chance Pompignoli o la sorpresa Cangini

Per il Pd le ormai imminenti regionali possono essere viste come una riconferma ma anche (dopo il ko di Forlì) un riscatto. Il nome che circola da più tempo come candidato al consiglio è quello di Daniele Valbonesi, 47enne ex segretario territoriale forlivese ed ex sindaco di Santa Sofia. Nel 2022 il partito lo mise in cima a un listino che, anziché dar luogo a un ripescaggio in parlamento, si rivelò inutile. Si è dimesso anzitempo da segretario, ha appoggiato la corsa della sua successora Gessica Allegni (particolare non secondario, visto che ora la sua approvazione peserà), ha rinunciato al terzo mandato nella sua Santa Sofia, dove è stato comunque il più votato alle amministrative ed è capogruppo della maggioranza; è anche consigliere provinciale con la pesante delega alla viabilità. È considerato vicino a Stefano Bonaccini, non solo perché lo ha sostenuto nelle primarie per la segreteria nazionale del Pd: il governatore uscente è stato visto più volte in questi anni nell’alto Bidente.

Nella corsa alla Regione, Valbonesi ha un vantaggio: stavolta i forlivesi in lista saranno solo 2. L’ultima volta, nel 2015, questo portò all’elezione di entrambi. Nel 2020, invece, furono i cesenati Massimo Bulbi e Lia Montalti a godere di questo vantaggio, coronato con un posto in consiglio. Il Pd forlivese e quello cesenate infatti si alternano: una volta i candidati sono 3 su 5, quella successiva 2. Averne uno in meno consente di massimizzare la raccolta voti e dunque di aumentare le chance.

I due possibili candidati cesenati? Uno è proprio Massimo Bulbi, 62enne ex presidente della Provincia ed ex sindaco di Roncofreddo: dopo aver mancato il salto in parlamento punta al bis in via Aldo Moro dove siede dal 2020. L’altra, al posto di Lia Montalti che termina il secondo mandato, potrebbe essere la 40enne Francesca Lucchi, confermata assessora a Cesena (delega allo sviluppo economico). Chi potrebbe essere invece il secondo candidato forlivese? Certamente una donna: l’ipotesi più calda porta a Valentina Ancarani, 46 anni, ex segretaria, ricercatrice Irst, neo-mamma, auto-esclusasi dalle recenti amministrative ma tuttora in carica come vicepresidente della Provincia. In un’ottica interna al partito, è un nome che accontenta la parte sconfitta nel congresso 2023. Un altro nome, più legato a Gessica Allegni, potrebbe essere Monica Fucchi, 57enne docente forlivese già candidata a sindaco di Predappio: la vicinanza alla segreteria Pd era dimostrata dai comizi di Pierluigi Bersani e Stefano Bonaccini.

Altro partito caldo è Fratelli d’Italia, dove è ‘saltata’ la pressoché certa candidatura di Luca Bartolini, il coordinatore del Forlivese ‘promosso’ in giunta come assessore alla sicurezza e all’urbanistica. Due i nomi che circolano, ancora come ipotesi non ufficiali: quello di Massimiliano Pompignoli, 52enne consigliere regionale uscente, che ha dato addio alla Lega ed è ora nel gruppo misto sia a Bologna che a Forlì; e quello di Enrico Cangini, 31enne sindaco di Sarsina (è in corso il suo secondo mandato, rieletto nel 2023 senza avversari), considerato finora sulle posizioni di Forza Italia. Contattato ieri dal Carlino, ha risposto: "Sono nel centrodestra, vicino a Forza Italia". Nel partito di Giorgia Meloni non è passato inosservato, però, il suo apprezzamento al governo in occasione della ricostruzione post-alluvione: potrebbe essere un rinforzo che sottolineerebbe la lontananza da posizioni estremiste.

Pompignoli è stato eletto due volte con il Carroccio, nel 2015 e nel 2020: il nodo è soprattutto quello dei tempi. C’è stato, dicono gli addetti ai lavori, un contatto con i vertici del partito di Giorgia Meloni; al momento, però, l’ex capogruppo leghista resta nel misto. Da valutare gli altri nomi, tra il Forlivese e il Cesenate: nel 2020 ebbe un buon seguito personale il capogruppo del centrodestra a Predappio, Lucio Moretti, 54 anni, che è anche consigliere provinciale.

Per quanto riguarda Forza Italia, sembra ormai saltata l’ipotesi di candidare al consiglio regionale Davide Minutillo, 37 anni, eletto nel 2019 con Fratelli d’Italia, ex capogruppo di Centrodestra per Forlì nella scorsa legislatura. A suo tempo, una nota del partito delineò l’identikit di figure "che si sono valorizzate nel territorio per il proprio operato e che da sempre sono partecipi ai disegni e ai valori del nostro partito". Tutta da decifrare la situazione della Lega (priva di Pompignoli, con i numeri delle europee non avrebbe grandi chance di conquistare un seggio) o di altri partiti come il Movimento 5 Stelle che nel 2020 esprimevano da queste parti addirittura il candidato presidente, l’ex consigliere comunale forlivese Simone Benini, ma nel frattempo si sono profondamente rinnovati.

Il mosaico conta ancora solo poche tessere ma c’è un ulteriore aspetto da valutare. Cosa accadrà nella maggioranza forlivese con la possibile candidatura a governatore del sindaco Pd di Ravenna, Michele de Pascale? Al di là dei buoni rapporti personali che Gian Luca Zattini ha sempre vantato, il tema è il centro della sua coalizione: il leader nazionale di Azione Carlo Calenda, per esempio, si è detto favorevole a far parte del centrosinistra guidato da de Pascale. Sarà un problema stare a Forlì con la destra e in regione a sinistra? Azione è fuori sia dalla giunta che dal consiglio, ma va valutato invece il ruolo di Italia Viva, che esprime con il coordinatore Leonardo Gallozzi il capogruppo di Forlì Cambia, la lista civica del sindaco: il partito di Matteo Renzi è attualmente rappresentato in giunta regionale dall’assessore Mauro Felicori; se confermerà l’appoggio al centrosinistra potrebbero esserci frizioni (le ennesime) nella maggioranza. Anche perché de Pascale ha spesso attaccato il governo sul sostegno agli alluvionati.