Con Fiore altri 26 arresti La maxi operazione stronca il traffico di droga

Nell’ottica degli inquirenti, l’autotrasportatore forlivese, amico di Pini, è la figura centrale di una rete internazionale. Blitz della Polizia anche a Rimini.

Con Fiore altri 26 arresti  La maxi operazione  stronca il traffico di droga

Con Fiore altri 26 arresti La maxi operazione stronca il traffico di droga

Non è finita. Dopo gli arresti comunicati giovedì, ieri la Polizia di Forlì ha eseguito altre 27 misure di custodia cautelare effettuate nella stessa giornata insieme ai colleghi di varie città d’Italia (tra cui Rimini), grazie al coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Bologna. Il totale è sempre 34. Sequestrati 120 chili di cocaina e 20 di cannabis, dall’importo di oltre un milione di euro. Si parla di un’indagine di 1.600 pagine.

Nel primo giorno era già emerso il ruolo di Gianluca Fiore, 46 anni, amico di Gianluca Pini, autotrasportatore che formalmente ha lasciato ad altri il proseguimento delle sue società: una con sede a Panighina di Bertinoro, vede quote in mano a due trafficanti di droga albanesi. Fiore ricorre anche nelle indagini sulle mascherine: in quel caso aveva avuto gli arresti domiciliari. Superati però dall’ordinanza della Dda che prevede la detenzione nel carcere di Forlì. Per gli inquirenti, è la figura attorno a cui ruota una banda dedita al narcotraffico. Come emerse nell’agosto 2020, quando i suoi camionisti – legati poi a lui in altre società – Giorgio e Bruno Ciuccoli, cesenati, si fecero beccare con 28 chili di cocaina.

"Ci sono voluti quasi tre anni, con operazioni anche in Belgio, Olanda e Germania", dice il direttore della Dda Francesco Messina. Ma anche Salerno, Lodi, Genova, Alessandria. A Modena dieci arresti per 37 chili di hashish. La polizia stima che siano stati diffusi quintali di cocaina per anni, mascherati in una presunta attività di trasporto. Attorno a Fiore c’era una "estesa e ramificata rete di trafficanti di ‘coca’ e hashish". Nell’ottica investigativa, era la rete di Gianluca Fiore. Che oltre alle accuse di truffa, ricettazione, trasferimento fraudolento di valori, appropriazione indebita e altri reati, aggiunge l’ipotesi di reato di associazione a delinquere per spaccio.

Secondo le accuse, una delle teste dell’idra sarebbe stata a Rimini: Ger Gentian, albanese di 44 anni. È ritenuto colui che gestiva acquisti e cessioni dell’organizzazione, nonché promotore della stessa, chiamato a reperire i trasporti per smistare stupefacenti e denaro lungo tutta la penisola. Una sorta di ’broker’ dello spaccio, al quale si sono uniti gli arresti di altri cinque connazionali: un 55enne, un 39enne e un 66enne che si trovavano a Rimini e un 56enne e una donna di 44 anni di Riccione. Metodo consolidato: le accuse nei confronti dei sei sono di aver appunto gestito sul territorio alcune aziende del settore della logistica che per anni avrebbero trasportato la droga dalla Riviera verso il nord dell’Europa.

Fiore è difeso dall’avvocato forlivese Marco Martines: ieri c’è stato un incontro in via della Rocca. "Non posso purtroppo ancora approfondire, solo ieri siamo entrati in possesso di alcuni documenti. Posso dire di lui quelli che è stato detto di Gianluca Pini: è sorpreso e ansioso di difendersi dalle accuse. Che andranno dimostrate oltre ogni ragionevole dubbio".