MARCO BILANCIONI
Cronaca

Consiglio comunale. Maggioranza, avanti con Ceredi presidente. La Lega cerca rinforzi

Martedì la seduta decisiva. Il piano: sostenere il civico, che non arriverebbe ai due terzi nelle prime votazioni, fino al ballottaggio dove basta il 50%. Anche senza il Carroccio.

Consiglio comunale. Maggioranza, avanti con Ceredi presidente. La Lega cerca rinforzi

Consiglio comunale. Maggioranza, avanti con Ceredi presidente. La Lega cerca rinforzi

Avanti con Loris Ceredi. Questa è la linea della lista civica Forlì Cambia e di gran parte della maggioranza. Il geometra forlivese, accreditato di 314 preferenze alle ultime elezioni amministrative, confermato in consiglio dopo il primo mandato, è stato il terzo più votato dopo Paola Casara e Kevin Bravi che sono entrati in giunta: sarà lui il candidato alla presidenza del consiglio comunale. Con l’eccezione – già emersa nella prima seduta il 2 luglio al Villa Romiti – della Lega che avrebbe voluto lo scranno più alto dell’assemblea cittadina per Daniele Mezzacapo e in ultimo ha proposto un consigliere di Fratelli d’Italia, Marco Catalano. Si tornerà in aula a due settimane di distanza, martedì 16 luglio. E stavolta si voterà a oltranza fino all’elezione del nuovo presidente.

Salvo sorprese – comunque possibili in un quadro di tensioni tra i partiti – lo schema dovrebbe riproporsi identico. Forlì Cambia, Forza Italia e Fratelli d’Italia dovrebbero sostenere Ceredi. Mancheranno i voti dei leghisti Daniele Mezzacapo e Albert Bentivogli, che non sembrano intenzionati ad accettare il civico. A quel punto il centrosinistra ribadirà che non può avallare come unitaria una scelta che tale non è nemmeno nella maggioranza: dunque riproporrà l’ex assessore allo sport Giovanni Bucci, anima repubblicana, eletto nella lista Pd. Così facendo, bloccherà l’elezione di Ceredi al secondo e al terzo scrutinio, dove servirebbero i voti dei due terzi dei consiglieri.

Come detto, a differenza della prima seduta, stavolta non ci saranno rinvii: dopo la seconda votazione seguirà la terza e poi la quarta, quella definitiva. Infatti il terzo scrutinio ‘qualifica’ i primi due più votati al ballottaggio: a quel punto chi avrà un voto in più sarà il nuovo presidente. In altre parole: dopo la terza conta, non si può cambiare candidato. Alla quarta, il centrodestra avrà i numeri per eleggere Ceredi anche senza la Lega. Al momento pare improbabile che il Carroccio si ricompatti col resto della maggioranza. E pare del resto impossibile trovare un ulteriore candidato che plachi il malumore leghista.

Questo è il sentiero ormai individuato. Eppure dietro le quinte si vivono ore di tensioni e grande fermento. Per esempio si dice che mai i rapporti tra il sindaco Gian Luca Zattini e la Lega, ‘motore’ della sua prima candidatura, siano stati così difficili. Quanto inciderà questo nel proseguimento della legislatura?

Vengono segnalati contatti tra il Carroccio e vari consiglieri che, in qualche modo, potrebbero essere scontenti della situazione attuale. Il partito di Matteo Salvini ha perso Massimiliano Pompignoli e ha rischiato di vedere andarsene anche Albert Bentivogli: vorrebbe dunque recuperare, almeno in parte, il proprio peso politico. Marco Catalano – assessore uscente, rieletto con 454 preferenze – non è stato preso in considerazione da Fratelli d’Italia né per la giunta né per la presidenza del consiglio comunale. Quanto al capogruppo, gli è stato preferito Fabrizio Ragni. Diversi interlocutori raccontano la sua delusione, al punto che avrebbe incontrato lo stato maggiore leghista a livello locale. Il corteggiamento è parso evidente nel momento in cui Bentivogli lo ha votato come presidente del consiglio comunale. Al momento, comunque, Catalano avrebbe espresso l’intenzione di non lasciare Fratelli d’Italia.

La Lega si sarebbe fatta sentire anche con Alessandra Ascari Raccagni, presidente del consiglio comunale dal 2019 al 2024: lei è repubblicana, ma fu proprio la Lega a eleggerla cinque anni fa nella propria lista. Nei giorni scorsi lei stessa ha indirettamente confermato che il suo nome circola, pur ribadendo l’intenzione di restare in Forlì Cambia. L’ex presidente ha infatti diffuso una nota alle redazioni giornalistiche in cui scrive: "Smentisco con vigore le ‘indiscrezioni’ che mi porrebbero, quale esponente del Pri all’interno della Civica di Zattini, in procinto di passare al gruppo Lega. Si tratta di voci di corridoio, da respingere perché completamente infondate". In effetti, al momento anche nel suo caso non risultano addii. Un altro consigliere civico che avrebbe sognato invano la presidenza è Enrico Pieri (273 preferenze). Al momento, comunque, non sono previsti cambi di casacche.

Martedì 16 luglio si voteranno anche i presidenti delle commissioni e la vicepresidenza, che tradizionalmente viene assegnata all’opposizione. Fonti di centrodestra assicurano che, a prescindere da come andrà con Ceredi, c’è l’intenzione di appoggiare il nome del Pd: in pole position c’è Elisa Massa, vicepresidente uscente, la più votata dell’opposizione con quasi mille preferenze.