Cyberbullismo, Castrocaro capofila di un progetto

L’istituto comprensivo ha coinvolto oltre 200 studenti, anche di altre scuole, in una serie di iniziative per prevenire questo fenomeno tra i ragazzi.

Cyberbullismo, Castrocaro capofila di un progetto

Cyberbullismo, Castrocaro capofila di un progetto

Tantissime sono le insidie che mettono a rischio l’incolumità fisica e psicologica dei giovani di oggi, in particolare degli adolescenti. Per prevenire forme di violenza e intolleranza, la scuola di Castrocaro Terme e Terra del Sole ha intrapreso da capofila un’iniziativa condivisa con altri istituti scolastici: il progetto ‘Cyber - cura l’in-formazione per il benessere della relazione’, attivato grazie a un finanziamento del Pnrr e finalizzato al contrasto dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo a scuola. Il percorso, sviluppato nel corso di molti mesi, ha coinvolto alcune classi della Tecla Baldoni di Forlì, delle medie di Civitella, il Cpia (centro provinciale istruzione adulti) di Forlì e la scuola paritaria San Giuseppe di Lugo per un totale di oltre 200 studenti.

"Un progetto interprovinciale - spiega Antonio Pantaleo Citro, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo della Val Montone - svolto in collaborazione con i Comuni di Castrocaro, Dovadola, Rocca e Portico in seno ai patti educativi di comunità, e rivelatosi arricchente a detta degli stessi genitori". Ma come affrontare disagi e comportamenti a rischio, spesso esasperati dal cattivo uso degli strumenti digitali e delle tecnologie? "Prevenzione è la parola chiave – prosegue Citro –, la scuola e le famiglie hanno un ruolo fondamentale nel prestare attenzione e non sottovalutare ogni comportamento dei ragazzi. Il progetto è stato sviluppato sotto molteplici sfaccettature, attraverso incontri con vari professionisti: psicologi, avvocati, rappresentanti dell’Asl e del mondo accademico". Sotto i riflettori le dinamiche della prepotenza nel bullismo e nel cyberbullismo, la dipendenza dalle nuove tecnologie, i comportamenti prevaricanti e il ritiro sociale, le condotte di reato e le responsabilità civile e penale in età evolutiva.

"A rendere stimolante l’iniziativa è stato anche il supporto degli strumenti digitali - aggiunge Roberta Montanari, vicepreside dell’istituto comprensivo -. Attraverso il meccanismo della flipped classroom, gli studenti sono divenuti docenti per i ragazzi delle altre scuole. Protagonisti di lezioni interattive, dibattiti, confronti, momenti di scambio e condivisione, giochi e verifiche". "A oggi non si sono verificati condotte tali da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine - conclude Citro -. I ragazzi e le famiglie sappiano che la mia porta e quella del nostro psicologo Antonio Ozzimo sono sempre aperte". Questa sera dalle 18 alle 19.30 alla scuola Serri Pini (viale Marconi 123) avrà luogo l’incontro di chiusura del progetto (che si potrà seguire anche online su Meet). I docenti, gli esperti e i genitori incontreranno il prof Giuseppe Fabiano, psicologo e psicoterapeuta, docente universitario, sul tema ‘Del silenzio non si può tacere’.

Francesca Miccoli