Forlì, la stagione 2023/24 non sarà più facile dopo la finale

La Pallacanestro 2.015 si prepara alla stagione 202324: per Forlì non sarà come l'anno scorso. Le partenze di Penna e Gazzotti fanno capire che la differenza di budget con le rivali resta. Forlì dovrà reinventare un'idea di squadra, cambiando play e forse entrambi i pivot.

Come qualcuno aveva intuito, anche in seno alla Pallacanestro 2.015, la stagione 202324 non sarà necessariamente più facile dopo la finale. Naturalmente è fondamentale non sbagliarla: se affrontata nel modo giusto, prelude a una crescita strutturale, che non dipenda più solo dall’aver vinto varie scommesse come nell’estate 2022.

Ecco, Forlì farà fatica se si riproporrà esattamente come un anno fa: la squadra simpatia che piomba tra le big partendo fuori dai radar. Non ci crederebbero più non solo le avversarie ma nemmeno il pubblico biancorosso. E allo stesso tempo le partenze di Penna e Gazzotti fanno capire che fuori dal campo resta la differenza di budget che la separa dalle solite potenziali rivali per la promozione. A maggior ragione alla luce di un regime fiscale con più costi, che cannibalizzano gli sforzi economici.

Come sarà la nuova Forlì? La risposta ancora non c’è: per ora bocche cucite (né Nicosanti né Martino commentano la permanenza di Pollone). Sappiamo all’incirca cosa non sarà: nonostante Pollone, non sarà la riproposizione di quella del 202223 con la classe operaia di Penna e Gazzotti nobilitata da stipendi al rialzo (non quanto quelli di Verona, almeno). Forlì si manterrà certamente appetibile, sul mercato: Martino in questo resterà la miglior garanzia per tutti. Ma, anche da un punto di vista tecnico, cambiando un play e forse entrambi i pivot, dovrà reinventare un’idea di squadra.

Marco Bilancioni