VALENTINA PAIANO
Cronaca

Forlì, il G7 in piazza Saffi: ministri nel centro blindato, tante vetrine rimaste chiuse

Poi l’incanto di San Mercuriale Imponenti misure di sicurezza, deserto il cuore della città. Qualche cittadino non sapeva: “C’è una riunione di persone importanti?”

Il sindaco Gian Luca Zattini con la direttrice Gianna Fratta, il ministro Anna Maria Bernini e il vescovo Livio Corazza

Il sindaco Gian Luca Zattini con la direttrice Gianna Fratta, il ministro Anna Maria Bernini e il vescovo Livio Corazza

Forlì, 10 luglio 2024 – Il centro storico di Forlì per un giorno si è trasformato in un crocevia internazionale con l’arrivo dei leader del G7 Scienza e Tacnologia, accolti da un misto di entusiasmo e frustrazione da parte dei forlivesi. L’evento ha portato con sé non poche difficoltà alla viabilità e al transito pedonale in centro storico.

L’accesso a piazza Saffi era interdetto fin dalle prime ore del pomeriggio con lunghe file di transenne e ogni ingresso dai quattro corsi cittadini era presidiato da squadre di poliziotti e carabinieri. Andando con lo sguardo aldilà delle barriere si poteva scorgere una piazza silenziosa e assolata, dove le panchine e i portici, solitamente occupati e vissuti nelle tarde ore del pomeriggio a causa delle temperature tropicali, oggi sembravano sospesi, senza tempo. Di tanto in tanto qualcuno si avvicinava ai varchi per chiedere di passare e raggiungere alcuni negozi o locali del centro.

L'Orchestra sinfonica nazionale dei conservatori italiani diretto da Gianna Fratta
L'Orchestra sinfonica nazionale dei conservatori italiani diretto da Gianna Fratta

Non sono mancate le polemiche: “In mattinata c’era il passaggio della gara ciclistica – contesta il signor Luciano in sella alla sua bicicletta facendo riferimento al Giro d’Italia Women che ha bloccato la via Emilia dalle 10 alle 12 – e poi il G7, per non parlare dei tanti cantieri sparsi per la città. È diventato impossibile girare a Forlì”.

Qualche passante invece, ignaro dell’arrivo dei big della politica mondiale, spiazza i poliziotti con un’innocente domanda: “Cos’è il G7? Una riunione di persone importanti?”. I varchi sono stati posizionati in maniera strategica in modo da non gravare troppo sugli esercizi commerciali, permettendo quindi il passaggio dei clienti per fare acquisti. C’è anche chi ha deciso che il gioco non valesse la candela e ha abbassato le serrande. Si legge in alcuni cartelli appesi nelle vetrine: “Oggi chiuso per G7”.

Pochi minuti prima delle 19 si è alzato in cielo un elicottero, segnale che di lì a poco sarebbero arrivate le delegazioni e i ministri. Il corteo di Maserati nere, scortate dalla polizia a sirene spiegate, ha sfilato lungo corso della Repubblica sotto agli sguardi dei curiosi fermi lungo i marciapiedi, per raggiungere l’abbazia di San Mercuriale.

Ad accogliere gli ospiti il sindaco Gian Luca Zattini e la ministra per l’Università e la Ricerca, Anna Maria Bernini. Con lei c’erano i rappresentanti di Francia (Sylvie Retailleau), Canada (Mona Nemer), Stati Uniti (Arati Prabhakar), Gran Bretagna (Andrew Griffiths), Germania (Bettina Stark-Watzinger) e Unione europea (Iliana Ivanova). Assente il ministro giapponese Sanae Takaichi. Numerose le donne.

Dopo la tradizionale foto di rito, nell’atmosfera magica e carica di sacralità di San Mercuriale ha preso il via il concerto dell’Orchestra sinfonica nazionale dei conservatori italiani diretto da Gianna Fratta, che si è esibita recentemente davanti al presidente Sergio Mattarella. La maestra, con una lunga giacca nera e i capelli raccolti in una treccia dove erano incastonati luccicanti cristalli, ha guidato la formazione in un viaggio nel repertorio operistico italiano. L’orchestra è stata disposta nella parte bassa dove di solito si riunisce l’assemblea, creando un effetto acustico avvolgente. Alcuni musicisti, invece, erano posizionati sulla scala del presbiterio: un colpo d’occhio che completava l’esperienza sonora.

Dopo l’apertura con l’emozionante Inno nazionale, si sono alternati brani di Gioachino Rossini, come il ‘Barbiere di Siviglia e la ‘Gazza Ladra’ e di Giacomo Puccini, ‘Lucevan le stelle’ dalla Tosca e ‘Nessun dorma’ dalla Turandot. Immersi nella bellezza dell’abbazia con le luci soffuse il concerto si è chiuso, dopo circa un’ora, sulle note dell’Inno d’Europa di Ludwig van Beethoven.

Dopo aver celebrato l’arte, le delegazioni hanno potuto assaporare alcune specialità della tradizione culinaria emiliano-romagnola nella vicina Casa Romagna. Tra i piatti previsti dal menù uno sformatino di parmigiano con aceto balsamico e una rosa di prosciutto di Parma, e come primo dei cappellettoni di pasta verde ripieni di ricotta di bufala e pomodorini.