Gianluca Pini interrogato dal carcere a Forlì: “Patto criminale costruito sul nulla”

L’ex parlamentare leghista respinge nuovamente le accuse e il suo avvocato chiede la scarcerazione

Gianluca Pini, l'ex parlamentare leghista di Forlì accusato di corruzione

Gianluca Pini, l'ex parlamentare leghista di Forlì accusato di corruzione

Forlì, 26 giugno 2023 – Nuovamente davanti al Gip del Tribunale di Bologna, per l'ex parlamentare leghista Gianluca Pini - arrestato giovedì scorso nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Forlì su una presunta truffa di mascherine dalla Cina all'Ausl Romagna – e nuovamente respinge le accuse che la procura gli rivolge: due episodi di presunta corruzione.

L'interrogatorio di questa mattina, in videocollegamento dal carcere di Ravenna con la magistratura bolognese, riguardava il filone di indagine portato avanti dalla Dda su un traffico internazionale di droga, che ha portato all'arresto, tra glia altri, di un autotrasportatore amico dell'ex parlamentare, Gianluca Fiore. A Pini non sono però contestati reati di droga, ma due episodi di presunta corruzione "e l'asservito coinvolgimento in accessi informatici che sarebbero stati compiuti da due esponenti delle forze dell'ordine su indicazione di Pini", ha spiegato il suo legale, Carlo Nannini.

Come nell'interrogatorio di venerdì scorso Pini ha risposto alle domande del giudice, respingendo ogni accusa. "Si costruisce un patto criminale sul nulla. Pini può aver messo una buona parola per il carabiniere e il poliziotto coinvolti nell'inchiesta, ma non è stato certo lui a decidere i loro spostamenti in posti ambiti, bensì chi era preposto a farlo. E poi non c'è niente in termini di corrispettivo che Pini avrebbe ricevuto in cambio dopo la sue segnalazioni", ha aggiunto il legale.

"Gli accessi informatici fatti dai due esponenti delle forze dell'ordine sono sganciati da Pini". Anche in questo caso l'avvocato dell'ex parlamentare ha chiesto al giudice la scarcerazione per il suo assistito o in subordine gli arresti domiciliari. Gianluca Fiore, sentito anche lui dal Gip sul traffico di stupefacenti, si è avvalso invece della facoltà di non rispondere.