GIANCARLO AULIZIO
Cronaca

Gli alunni raccontano Modigliana in dialetto

Realizzato da alcune classi del locale Istituto comprensivo un docufilm che verrà proiettato domani, martedì e mercoledi ai ‘Sozofili’

Gli alunni raccontano Modigliana in dialetto

Gli alunni raccontano Modigliana in dialetto

Il docufilm ‘Quand ch’ann’amie gnent’, ovvero ‘Quando non avevamo niente’, di Alberta Tedioli vede protagonisti, in un insolito spettacolo in dialetto, 33 alunni delle classi 4ª A, 5ª A e 5ª B dell’Istituto comprensivo di Modigliana, e verrà proiettato domani, con repliche martedì e mercoledì alle ore 20.30 al Teatro dei Sozofili. L’Accademia degli Incamminati ha ottenuto un contributo dalla Regione Emilia-Romagna sul ‘Bando Dialetti’ e c’è il patrocinio del Comune, perché in paese da anni si sperimenta sul dialetto al fine di evitare che questo patrimonio lessicale si disperda nel nulla. L’Accademia da sempre sostiene progetti nel territorio e la scuola primaria è disponibile ad accogliere iniziative che coinvolgano gli scolari già dalla più tenera età. La modiglianese Tedioli, che ha ideato, scritto e diretto la storia e prodotto varie esperienze sul dialetto, dalle commedie ai documentari, passando per i libri, fa parte del Comitato Scientifico della Regione Emilia Romagna per la salvaguardia e valorizzazione del dialetto. L’obiettivo del progetto era l’interazione dei bambini con la lingua dei nonni, il dialetto modiglianese, per memorizzare suoni e parole del territorio.

Il racconto del docufilm parte nel dopoguerra e arriva fino agli anni ‘60, stimolando riflessioni sul cambiamento dei costumi sociali, ma anche sull’esperienza del recitare come aiuto psicologico. Attraverso il docufilm, i ragazzi si sono infatti calati in un contesto diverso da quello abituale. L’iniziativa ha un grande valore, poiché promuove le risorse culturali, storiche e ambientali di un paese come Modigliana, emarginato geograficamente e ultimamente devastato dalle frane. Il coordinamento generale è stato curato dalle maestre Rita Bellini, vicepreside e insegnante di 4ª A, e Michela Fabbri, insegnante di 5ª A.

La trama è la seguente: una famiglia patriarcale contadina di 18 persone (la classe 4ª A), formata da babbo, mamma, nonno, nonna, ’zione’ scapolo e 13 figli, ognuno con le proprie aspirazioni, si muovono sullo sfondo di un paesino in odore di industrializzazione. E attorno a loro si sviluppano tante altre storie che riproducono la società del tempo: le interazioni con il vicinato e con i fatti della vita semplice, i bambini che lavorano in tenera età, la vita di campagna e le passioni, tra la povertà e il sogno della grande città.

Prenotazioni fino a esaurimento posti dalle ore 19 alle ore 20 da Valentina, cell. 327.2472218.