Il simbolo dell’alluvione "Così è nata la Madonna del Fango"

È stata dipinta dell’artista Franco Vignazia: si è diffusa anche sui social network. E oggi viene benedetta

Il simbolo dell’alluvione  "Così è nata la Madonna del Fango"

Il simbolo dell’alluvione "Così è nata la Madonna del Fango"

La ‘Madonna del Fango’, così l’ha battezzata il pittore forlivese Franco Vignazia, autore dell’immagine che sta già diffondendosi (anche sui social network) e che simboleggia il dramma ma soprattutto la speranza di questo tempo segnato dall’alluvione. Come è nata l’idea di questa immagine? "Mi trovavo – racconta Vignazia – a spalare il fango con mia moglie Rosangela a Corleto e a casa di amici in via Gorizia. Immediatamente mi è venuto il pensiero, guardando la situazione e i tanti segni che emergevano, che era presente una misericordia del Signore attraverso sua Madre che abbraccia la gente nella prova e nella difficoltà e la sostiene. Ho visto i gesti dei tanti angeli del fango. E a Corleto, in mezzo ai campi allagati, è rimasta indenne la colonnina della Madonna con le rose bianche attorno. Un segno di salvezza che la gente del posto, anche quella non credente, ha subito riconosciuto".

L’immagine – realizzata in formato A3 – è così diventata simbolo e icona di speranza e pure di riflessione, in quanto l’arte ha proprio la capacità di esprimere e svelare a un significato ancora più profondo. "La Madonna – descrive l’artista – è collocata in mezzo al fango, con le persone attorno. Abbraccia una famiglia mentre gli altri si aggrappano a quel babbo e a quella mamma perché quell’amore arrivi dappertutto". Nell’opera sono anche raffigurati i simboli di questo tempo drammatico, un badile e uno spingiacqua, strumenti dell’azione di soccorso di questi giorni, che tanti volontari usano per aiutare gli altri in difficoltà. "Sì, in quell’abbraccio attorno alla Madonna ci sono tutto l’aiuto e l’amore di questo tempo. In un primo momento avevo disegnato Maria con gli occhi accoglienti verso gli uomini poi, invece, l’ho fatta con lo sguardo rivolto all’alto, perché così conduce tutti a Dio, verso un amore ancora più grande".

C’è un’altra cosa che colpisce in quell’opera che esprime tenerezza e accoglienza, ed è il colore che sfuma in varie tonalità. "È il colore del fango, che è un non-colore – aggiunge l’artista – e che ho reso principale nel quadro con vari toni, potremmo dire con varie sfumature di beige e marrone che richiamano, appunto, il fango". Dove si trova ora l’immagine? "Ho già ricevuto diverse richieste, come quella giunta dal vescovo di portarla oggi nella chiesa di San Benedetto, dove presiederà la messa, e anche a San Filippo martedì alle 19, in occasione dell’anniversario di don Francesco Ricci. Sarà dunque benedetta in queste messe". A mons. Corazza l’ha mandata lo stesso Vignazia via Whatsapp. "Mi ha risposto che era un’immagine da meditare e che il fango non vince l’amore".

Vignazia ha saputo che la sua opera circola molto anche online. "Mi colpisce sapere che c’è questa grande accoglienza e credo che potrà essere offerta come immagine ricordo da dare a tutti coloro che in questi giorni si sono e si stanno ancora prodigando a spalare per le strade e nelle case. In fondo è un’immagine di abbraccio e misericordia di cui tutti abbiamo bisogno in questo momento".

Alessandro Rondoni