La commozione Il sindaco Dardi: "Mattarella colpito dalle ferite della terra"

La testimonianza del primo cittadino di Modigliana. Simona Vietina: "Provo ancora terrore se ripenso a quella sera...".

La commozione  Il sindaco Dardi:  "Mattarella colpito  dalle ferite della terra"
La commozione Il sindaco Dardi: "Mattarella colpito dalle ferite della terra"

I due sindaci Jader Dardi per Modigliana e la collega Simona Vietina per Tredozio si sono ritrovati insieme a rappresentare la tragedia della vallata del Tramazzo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, qui in visita per donare vicinanza anche agli altri tanti piccoli paesi collinari coinvolti, prima di proseguire per le grandi città.

Sindaco Dardi, come ha vissuto il presidente Mattarella l’accoglienza del paese con 200 frane, tre fiumi esondati e la viabilità tutta da ricostruire?

"È rimasto molto impressionato dalla devastazione. Dall’altro canto ha apprezzato l’accoglienza, e io l’ho ringraziato per la sua visita, che onora Modigliana e dimostra attenzione verso la nostra comunità così colpita dai danni del maltempo".

Cosa vi siete detti durante la passeggiata?

"Nel percorso abbiamo parlato della necessità di tempi rapidi nella ricostruzione delle infrastrutture. Di vicinanza fra le Istituzioni, Comuni, Regione, Governo. Nel viaggio in elicottero mi ha riferito di essere rimasto colpito dalle ferite visibili sul nostro territorio lasciate dalle frane. Mi ha chiesto delle persone sfollate".

Quanto è importante questa visita?

"Moltissimo. Modigliana è la più piccola comunità interessata dalla visita di Mattarella in Romagna. Qui abbiamo una situazione diversa fra i territori alluvionati, con la devastazione delle frane del nostro territorio e dell’intera area collinare. Lo ha sottolineato anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Ho apprezzato molto l’atteggiamento e l’attenzione del presidente Mattarella che ha saputo trasmettere alla nostra comunità fiducia e rispetto verso tutte le Istituzioni del nostro Paese".

Simona Vietina ricorda invece ancora quanto accaduto le settimane scorse: ""Abbiamo toccato con mano la tragedia quando la sera stessa del 16 sono rimaste isolate 22 persone tra diverse frane nella strada provinciale 20. Alcune hanno continuato a venire avanti tentando di tornare a casa a Tredozio; siamo dovuti andare a prenderle con diversi scavatori, facendole salire nella benna, tra due fiumi di fango alto 4 metri. Ho ancora la pelle d’oca quando lo racconto...". Giancarlo Aulizio