La Milanesiana arriva a Bertinoro con Pitecus

La rassegna di Elisabetta Sgarbi fa tappa ai Giardini della Rocca. In scena lo spettacolo a cura di. Antonio Rezza e Flavia Mastella .

La Milanesiana arriva   a Bertinoro con Pitecus

La Milanesiana arriva a Bertinoro con Pitecus

La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi che introdurrà lo spettacolo, arriva questa sera a Bertinoro, nei giardini della rocca vescovile per la precisione, con ‘Pitecus’, spettacolo di Antonio Rezza e Flavia Mastrella (Leoni d’oro Biennale Venezia), con Antonio Rezza. "È un piacere e un onore – dichiara la sindaca di Bertinoro, Gessica Allegni – ospitare una tappa de ’La Milanesiana’, una rassegna nazionale dal grande valore culturale che aggiunge lustro alla programmazione estiva, già densa di eventi e personalità illustri, del nostro Comune. Desidero ringraziare Elisabetta Sgarbi e la Regione Emilia-Romagna per questa possibilità, insieme alla Fondazione Entroterre che ci ha accompagnati nell’organizzazione. In particolare, sono felice degli artisti che si esibiranno nei giardini della nostra Rocca, a Bertinoro conosciamo ed apprezziamo da tempo Antonio Rezza e Flavia Mastrella, insigniti del Premio Ermete Novelli nell’edizione del 2017. Auspico un’ampia partecipazione, data la popolarità dello spettacolo ‘Pitecus’ che andrà in scena e a cui siamo ansiosi di assistere". L’ingresso allo spettacolo, che comincia alle ore 21, è gratuito su prenotazione al sito www.eventbrite.it.

’Pitecus’ racconta storie di tanti personaggi, un andirivieni di gente che vive in un microcosmo disordinato: stracci di realtà si susseguono senza filo conduttore, sublimi cattiverie rendono comici ed aggressivi anche argomenti delicati. Non esistono rappresentazioni positive, ognuno si accontenta, tutti si sentono vittime, lavorano per nascondersi, comprano sentimenti e dignità, non amano ma creano piattume e disservizio. I personaggi sono brutti sia somaticamente sia interiormente, sprigionano qualunquismo da tutti i pori, sprofondano nell’anonimato ma, grazie al loro narcisismo, sono convinti di essere persone originali, contemporanee e, nei casi più sfacciati, avanguardiste. Parlano un dialetto misto, sono molto colorati, si muovono nervosi e, attraverso la recitazione, assumono forme mitiche e caricaturali, quasi fumettistiche.

È uno spettacolo che analizza il rapporto tra l’uomo e le sue perversioni: laureati, sfaticati, giovani e disperati alla ricerca di un’occasione che ne accresca le tasche e la fama, pluridecorati alla moralità che speculano sulle disgrazie altrui, anziani in cerca di un’identità che li aiuti ad ammazzare il tempo prima che il tempo ammazzi loro, persone che tirano avanti una vita ormai diventata abitudinaria, individui che vendono il proprio corpo in cambio di un benessere puramente materiale, esseri che viaggiano per arricchire competenze culturali esteriori e superficiali.

Matteo Bondi