La protesta dei trattori . In marcia verso Roma: "Convinceremo Meloni"

Delegazione di agricoltori forlivesi da Pievesestina alla manifestazione nazionale

La protesta dei trattori . In marcia verso Roma: "Convinceremo  Meloni"

La protesta dei trattori . In marcia verso Roma: "Convinceremo Meloni"

Una protesta pacifica durata fino alla mezzanotte di ieri. Non sono passati inosservati i 150 agricoltori romagnoli che con i loro trattori hanno fatto un presidio durato tre giorni, da giovedì a ieri, nella zona di Pievesestina vicino al casello di Cesena Nord. Tra questi, anche diversi forlivesi. Ieri mattina, mentre il gruppo più corposo era fermo nel terreno agricolo a Pievesestina, un corteo composto da una quarantina di mezzi si è spostato fino alla via Emilia, per proseguire fino al supermercato Famila e poi rientrare alla base. Un corteo pacifico durato un’ora e mezza durante il quale gli agricoltori sventolavano bandiere italiane e suonavano trombe e clacson, mentre le forze dell’ordine vigilavano sul pacifico andamento del corteo. "Durante la manifestazione – spiega l’agricoltore cesenate Davide Rossi – abbiamo ricevuto molta solidarietà dalla gente che vedevamo per strada. Il 90% dei cittadini ci diceva di ‘tenere duro e non mollare’, tanti poi ci hanno sostenuto portando a Pievesestina pane, porchetta, pasta fatta in casa, piadina per noi agricoltori". Non sono mancate le grigliate di carne davanti al fuoco ricavato da una montagna di legna utile anche per riscaldarsi durante le nottate passate a presidiare la zona.

Ieri sera poi diversi agricoltori della nostra provincia sono partiti per Roma intenzionati, assieme a tanti altri da tutta Italia, a incontrare il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida o la presidente del consiglio Giorgia Meloni martedì mattina. Si chiede di creare un tavolo di confronto permanente tra agricoltori e ministro dell’agricoltura. Tra le richieste c’è anche quella di riscrivere le regole della Pac, la Politica Agricola Comune, tenendo conto delle zone svantaggiate e con minore produzione. Si chiede di togliere l’obbligo delle rotazioni delle colture; di tutelare le produzioni nazionali, anche attraverso le indicazioni sui prodotti che richiamino il 100% di provenienza italiana: si lotta per una legge seria che tuteli il made in Italy, con un taglio netto alla burocrazia e semplificazione delle norme su tutti i settori.

Annamaria Senni