SOFIA NARDI
Cronaca

La soddisfazione del centrodestra. Buonguerrieri: "Grandi vittorie. In altri casi abbiamo ridotto il gap"

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La soddisfazione del centrodestra. Buonguerrieri: "Grandi vittorie. In altri casi abbiamo ridotto il gap"

La soddisfazione del centrodestra. Buonguerrieri: "Grandi vittorie. In altri casi abbiamo ridotto il gap"

Paola Casara – presidente, capolista e assessora della lista civica Forlì Cambia – ha ottenuto il più alto numero di preferenze di questa tornata elettorale: 1.247. Esattamente 20 meno di quelle ottenute nel 2004 da Gabriele Zelli, record assoluto. A impreziosire però il dato più recente c’è una riflessione sull’affluenza: 85% allora, 62% sabato e domenica, dunque una base elettorale potenzialmente più ristretta.

Casara, come vive questo dato record?

"È un risultato personale che mi fa molto piacere e che credo sia il riconoscimento di tanti anni di ascolto e disponibilità: in molti me lo hanno detto di persona e poi me lo hanno riconosciuto dentro le urne. Al di là di questo, però, va sottolineata la forza della Civica, perché in questi mesi ho fatto campagna elettorale più per la Civica che per me".

Quando ha cominciato a lavorare al progetto della lista?

"Circa un anno fa ho cominciato a capire su quali fronti muovermi per dare un segnale di rinnovamento forte e individuare le persone giuste, ma in realtà dalle elezioni del 2019 non ho mai smesso di lavorare per tenere acceso un fuoco che, altrimenti, dopo il voto rischia di spegnersi".

Su 7.749 voti per la civica ‘Forlì Cambia’, 5.667 indicavano anche almeno una preferenza. Cosa le dice questo dato?

"Che puntare sulle persone più che sui simboli ha pagato".

Quali sono stati i criteri che ha usato per individuare i suoi compagni di squadra?

"Volevo che fosse un gruppo moderato, trasversale e inclusivo e ho sempre messo le competenze al primo posto, ben riconoscibili. Il gruppo rappresenta diversi mondi, senza sovrapposizioni: lo sport, le imprese, la sanità, il sociale, la scuola…".

Ha coinvolto anche molti giovani.

"Sì, la loro energia e la loro freschezza sono preziose. Penso che un buon politico non debba mai pensare solo a se stesso, ma guardare anche al futuro, coinvolgendo persone nuove e amplificandone le voci".

Le risulta che qualche membro della lista civica non avesse votato per il centrodestra cinque anni fa? A parte ovviamente Sara Samorì che fu eletta col Pd...

"Abbiamo coinvolto persone vicine ad Azione e al mondo repubblicano che hanno rinunciato al loro simbolo pur di stare con noi. Sono abbastanza sicura che loro non avessero votato per noi".

Come siete riusciti a fare in modo che chi era vicino a partiti non di centrodestra non sentisse di andare contro ai propri valori?

"Presentando progetti validi senza ideologie. Abbiamo chiesto il voto a tutti i cittadini a partire dalla bontà di una proposta, non di un’appartenenza politica".

A chi è andata la sua preferenza alle Europee?

"Preferisco non dirlo. Posso dire, però, di aver votato in base a mie personali conoscenze".

Voi in definitiva siete stati l’ago della bilancia che ha sbilanciato il risultato finale a favore di Zattini. Pensa che oggi i confini tra diversi schieramenti politici contino ancora o sono ormai definitivamente superabili?

"Il nostro modello ha dimostrato di essere vincente. La politica del presente e del futuro non è più una tifoseria: bisogna, invece, tornare a unirsi per il bene della città e delle persone, un po’ come è già successo 20 o 30 anni fa con progetti come quello dell’università o della diga e come noi stessi abbiamo fatto negli ultimi cinque anni quando si è trattato di lavorare alla facoltà di Medicina o di Ingegneria nautica, ma anche ad altri progetti di sviluppo e legati al mondo dell’impresa: ci si siede al tavolo con tante realtà di tutti i tipi e di tutti gli orientamenti".

Lei ha avuto le deleghe alle politiche per l’impresa, scuola e politiche giovanili. Pensa di mantenerle nel prossimo mandato?

"Dipenderà anche dal resto della squadra, è presto per dirlo".

Ora quanti posti spetteranno alla lista civica in giunta?

"Non lo so, anche queste sono questioni delle quali ancora non si è parlato. Al di là del peso che avremo in giunta, però, l’importante sarà tenere coeso il gruppo e rafforzarlo ulteriormente".