MARTINA ROSSI
Cronaca

Monta la protesta "Dai rifiuti ai moduli, Comune senza risposte Priorità agli sfollati"

Per i residenti di San Benedetto, altre emergenze oltre al parco urbano

Monta la protesta  "Dai rifiuti ai moduli,  Comune senza risposte  Priorità agli sfollati"

Monta la protesta "Dai rifiuti ai moduli, Comune senza risposte Priorità agli sfollati"

di Martina Rossi

Un cerchio di sedie nell’area verde vicino al parcheggio di via Autoparco, quartiere San Benedetto. Ci sono forse un centinaio di persone, provenienti da diverse zone colpite in città ma anche dalle colline. Qualcuno è seduto e qualcuno è in piedi ma sono tutti in trepidante attesa di una risposta, di qualcuno che dica loro come agire per poter tornare alla normalità, o quantomeno, per poter ricevere quegli aiuti di cui parla il Comune, la Regione, il Governo. Eppure loro, nella pratica, non hanno ancora visto nulla e nessuno.

Ad aprire la discussione è un ragazzo dell’associazione Forlì Città Aperta, Teo, che chiarisce come questa assemblea non sia espressione di alcun partito e che ha come unico scopo quello di sollevare domande e di ricevere risposte, chiare e celeri. "Ho contattato il Comune, ma mi è stato detto che ora non hanno tempo, sono impegnati in altro e per delle delucidazioni dobbiamo attendere – continua il ragazzo – mentre la risposta del Governo è di non trattare lo Stato come un bancomat per gli alluvionati". E dai presenti, una voce urla ’vergogna’ e gli altri si uniscono applaudendo.

I primi dubbi che vengono esposti riguardano i moduli per i contributi, in particolare il tema delle pertinenze, sul quale esiste una grande incongruenza: dal decreto sembra che siano coperte dal rimborso ma dalle faq (sigla che indica le domande più frequenti, a cui i siti danno già risposta) emerge che questa cosa vale solo per coloro che hanno avuto la casa alluvionata.

Dopodiché, a turno, i cittadini raccontano la loro personale esperienza ma esprimono anche polemiche generali verso la gestione dell’emergenza, a partire dalla nuova chiesa dei Romiti e dai 500mila euro donati da La7 e destinati al parco urbano. "Io sono felice se l’area verde verrà sistemata, ma credo che la priorità ora sia rendere vivibile l’esistenza dei cittadini, molti dei quali tuttora non hanno un posto in cui stare", dice Silvia. Ma si parla anche della prima opera realizzata interamente con i fondi del Pnrr, "e di nuovo si pensa a costruire qualcosa di nuovo quando metà città sta crollando a pezzi" lamenta Stefano Falai. Anche se il cantiere era finito, in realtà, già prima dell’alluvione.

È poi il turno di Loretta Poggi, coordinatrice del quartiere, che pone il problema dei rifiuti e dell’emergenza sanitaria: "Qualcuno ci può dire se il fango è considerato rifiuto speciale? Se lo depositiamo sui marciapiede, qualcuno lo raccoglie? Noi spaliamo, ma perché nessuno viene a recuperarlo? I volontari con i loro bobcat sono venuti in alcune case per portarlo via, ma il Comune gli ha fatto delle contravvenzioni. Abbiamo richiesto anche di venire a monitorare la salubrità dell’aria in questa zona, e anche a questa richiesta nessuna risposta. Il sindaco deve prendersi la responsabilità della salute dei suoi cittadini".

Ma le lamentele arrivano anche da quartieri diversi: Luisa, residente in via Della Croce, tra Forlimpopoli e Forlì, dove alcune case sono state sommerse da 5 metri d’acqua. "A parte i volontari e la sindaca di Forlimpopoli, che è venuta a vedere la situazione dopo una settimana dai fatti, non si è visto nessuno. Eppure, la nostra via per metà appartiene a Forlì". Ma la testimonianza più particolare è forse quella di Cristina, una volontaria proveniente da Madrid e a Forlì da più di un mese, che racconta come "nella casa in cui ha perso la vita un uomo, via Firenze 45, ci sono ancora oggi 50 cm di acqua. E pochi giorni fa abbiamo trovato delle gabbie con alcuni animali morti dentro. Quando abbiamo chiesto un intervento di qualcuno con più mezzi rispetto a noi, ci è stato detto che non sarebbero venuti – racconta con amarezza – e oggi noi parliamo di problemi con i rimborsi, di futuro ma la situazione è ben più grave visto che nessuno si è preoccupato di togliere 50cm d’acqua e fango dall’abitazione che ha fatto da scenario alla morte di un uomo".