Nicolò Govoni al Campus: "Così diamo ai bambini gli strumenti per liberarsi"

Il 31enne fondatore di Still I Rise ha parlato ai giovani durante un incontro, promosso dal Rotary, nell’ambito del corso di laurea in Economia sociale.

Nicolò Govoni al Campus: "Così diamo ai bambini  gli strumenti per liberarsi"

Nicolò Govoni al Campus: "Così diamo ai bambini gli strumenti per liberarsi"

"Per me sei un Avenger. Quale? Quello veloce, Flashman". Si racchiude nelle parole di un bambino l’emozione, palpabile, che ieri attraversava l’aula 14 del Campus di Forlì, popolata di studenti del corso di laurea magistrale in Economia sociale, ma anche di tanti fan di Nicolò Govoni, 31enne giornalista, fondatore di Still I Rise, ospite speciale di questo incontro promosso dal Rotary Club Forlì.

Intervistato da Valerio Melandri – assessore alla cultura della prima giunta Zattini, che ieri ha tenuto a ribadire la sua presenza in qualità di ’semplice’ docente –, Nicolò ha raccontato di sé stesso e del suo impegno per "cambiare il mondo, un sorriso alla volta", come recita il suo primo libro ’Bianco come Dio’ (Rizzoli). Ha parlato delle scuole che sta costruendo con la sua associazione in giro per il mondo: Grecia, Siria, Kenya, Congo e Colombia, in attesa di aprire a breve in India e, entro il 2026, in Italia (in ballottaggio per ora Palermo, Foggia e Napoli). Quindi di comunicazione via social, di piattaforme, raccolta fondi e fundraising, argomento di grande interesse per gli universitari in platea, il tutto spaziando da riferimenti all’economia globale e al mondo delle organizzazioni umanitarie, sino a riflessioni intime, quasi vere confidenze a cuore aperto di fronte a un pubblico rapito e partecipe.

"La natura umana è tale per cui noi possiamo fare le cose solo per noi stessi. Se mi chiedi se lo faccio per me o per gli altri – dice rivolto a Melandri – la risposta è: per me. Non ve lo aspettavate vero? (sorride). Fare ciò che faccio mi fa sentire utile e appagato ed è l’unico modo per lasciare il segno, per fare qualcosa anche per gli altri. Se tutti facessero ciò che amano, il mondo sarebbe un posto migliore". E ancora: "Se solo 6 anni fa mi avessero detto che oggi sarei stato ospite di un corso di fundraising, con un prof che mi fa domande, non ci avrei creduto".

I personaggi pubblici, qual è questo incredibile giovane da 500mila followers, godono di un enorme affetto via social, ma con la stessa facilità vengono bersagliati di critiche. "’Essere criticato è inevitabile: almeno dagli un motivo per farlo’, mi disse una volta mio padre, che era un personaggio simpatico" lo incalza ironico Melandri, chiedendogli conto delle frecciatine dietro lo schermo. "Mi criticano per il modo in cui comunico, a volte irruente, che tende a infiammare. Qualcuno ha detto anche che sono populista, anche se io dissento". Critiche sì, ma anche tanto amore: "La gente che ci segue ha percepito che il nostro è stato un movimento dal basso – spiega –. Il pubblico è intuitivo, è impossibile fregarlo: riconosce ciò che è genuino". Poi un accenno alla sua giornata tipo, che si dipana tra l’essere insegnante di scrittura creativa ("Ciò che amo davvero, mi fa sentire nel momento presente ed è molto salutare") e passare ore a parlare di budget nelle vesti di Ceo ("un lavoro inventato, noioso, proiettato al futuro", dice provocatoriamente).

Quindi poche parole, pesanti come macigni, che chiariscono ai più come Still I Rise stia cercando di fare la differenza. "Molte organizzazioni del no profit garantiscono un’istruzione basica a tanti. Un chicco di riso per tutti, per un certo periodo. Noi cerchiamo di garantire un pasto completo per tutta la vita ma a 20 famiglie. Perché il vero cambiamento sociale si ha quando dai a una persona gli strumenti per liberare sé stessa. Se gli dai il minimo per sopravvivere, crei solo dipendenza, non c’è vera ambizione di emancipare quelle realtà e quelle popolazioni".

Il momento dei saluti giunge in fretta, dopo un’ora abbondante di chiacchierata rivolta principalmente ai giovani , ma non solo. Qualche firmacopie, un selfie d’ordinanza, i complimenti di un ragazzino e Nicolò è pronto per un nuovo viaggio, per provare ancora a cambiare il mondo. Un bambino alla volta.

Serena D’Urbano