PAOLO MORELLI
Cronaca

Nuovo interrogatorio Nel mirino il presunto scambio di favori fra Minenna e Pini

L’assessore regionale calabrese, direttore dell’Agenzia delle Dogane, è accusato di aver agevolato lo sblocco delle mascherine cinesi: l’ex parlamentare gli avrebbe promesso di accreditarlo dentro la Lega.

Nuovo interrogatorio  Nel mirino il presunto  scambio di favori  fra Minenna e Pini

Nuovo interrogatorio Nel mirino il presunto scambio di favori fra Minenna e Pini

di Paolo Morelli

Tra i personaggi di spicco della clamorosa inchiesta giudiziaria sull’ipotetica truffa delle mascherine da oltre tre milioni di euro ai danni dell’Ausl Romagna e contestualmente su un traffico internazionale di droga, con l’emissione complessiva di 34 provvedimenti cautelari – fra i quali l’arresto con custodia in carcere per l’ex parlamentare forlivese della Lega Nord Gianluca Pini –, un posto di rilievo spetta a Marcello Minenna: 52 anni, laurea alla Bocconi, breve esperienza nel Market Research Department della Procter & Gamble, nel 1996 entra a far parte dell’Ufficio Ispettorato della Consob di cui diventa dirigente dal 2009 e direttore nel 2015.

E’ poi stato direttore generale dell’Agenzia Accise Dogane Monopoli di Stato (dove qualcuno ricorda le ‘missioni’ a Venezia in compagnia di una dirigente) e ha ricoperto i ruoli di assessore al Bilancio, Patrimonio, Partecipate, Politiche Sociali e Spending Review di Roma Capitale quando era sindaca Virginia Raggi.

Minenna si porta appresso la targa dei 5 Stelle (sponsorizzato direttamente da Luigi Di Maio), ma ha sempre saputo destreggiarsi negli ambienti politici per ottenere gli appoggi necessari a fare carriera negli apparati statali. A dare retta ai giornali e siti specializzati in gossip politico, Minenna aveva entrature nel Pd e le vicenda delle mascherine di Gianluca Pini sbloccate alla dogana dimostra che aveva cominciato a muoversi anche in ambito Lega Nord, quando il vento ha cominciato a orientarsi verso destra. Il 31 gennaio scorso è stato nominato assessore di area tecnica della Regione Calabria del presidente Roberto Occhiuto (Forza Italia) che gli aveva attribuito le deleghe all’Ambiente, alle Partecipate e ai Fondi comunitari.

Da otto giorni è agli arresti domiciliari ed è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia a palazzo di giustizia di Forlì dal giudice per le indagini preliminari Massimo De Paoli con la partecipazione del pubblico ministero Laura Brunelli. Secondo i suoi avvocati difensori Gianluca Tognozzi e Roberto d’Atri, Minenna ha risposto a tutte le domande relative alle accuse relative al traffico di influenze e scambio di favori.

Secondo i magistrati tra Minenna e l’ex parlamentare e imprenditore Gianluca Pini (che si trova in carcere), ci sarebbe stato un accordo con scambio di favori: Pini aveva promesso a Minenna di accreditarlo all’interno della Lega in modo che venisse considerato un uomo di quel partito e gli prometteva la conferma della nomina a direttore dell’Agenzia delle Dogane a seguito del cambio del governo. Minenna, sostengono i magistrati, "accettava le promesse in cambio dell’asservimento della sua funzione pubblica", in particolare "alle richieste di Pini in occasione di importazione di merci" fra cui le mascherine al centro dell’inchiesta.

I suoi difensori sottolineano che Minenna ha respinto ogni addebito e ricordano che è accusato di un solo episodio di corruzione: essersi adoperato in favore di Pini per sbloccare una sua fornitura di mascherine ferme alla dogana di Milano in cambio di una entratura nel partito. E’ stata richiesta la revoca degli arresti domiciliari, ma il giudice non si è ancora pronunciato.