QUINTO CAPPELLI
Cronaca

Osteria Acquacheta, una storia lunga 200 anni

Oggi su Rai News uno speciale dedicato alla locanda gestita da sempre dalla famiglia Valtancoli. Dal 2018 il testimone è passato a Nicolò Russo.

Osteria Acquacheta,  una storia lunga 200 anni

Osteria Acquacheta, una storia lunga 200 anni

di Quinto Cappelli

Il programma televisivo ‘Sapori e Colori’, in onda oggi su Rai News alle 10.20 e alle 17.50, dedicherà uno spazio all’osteria ‘Acquacheta’ di San Benedetto in Alpe, attiva da ben 200 anni ed inserita da Unioncamere tra i Locali storici d’Italia.

Racconta Maria Valtancoli, che insieme al marito Carmine Russo, ha gestito il ristorante-albergo fino al 2018 per poi passare il testimone al figlio Nicolò Russo: "La prima titolare dell’osteria fu un’ostessa che, sposando un vetturale, si trovò con lui a gestire la stazione di posta, già mandata avanti dalla sua famiglia. Qui si fermavano a bere e a mangiare i viandanti con i loro cavalli. Lei, Francesca Ciani, aveva 18 anni ed era originaria di San Benedetto in Alpe, lui, che di anni ne aveva 24, si chiamava Vincenzio Valtancoli e veniva da San Lorenzo in Bastia, l’attuale Bocconi, che distava circa 6 chilometri da San Benedetto".

Prosegue Maria: "I due giovani si sposarono nel 1822 e da allora iniziarono a gestire quella che sarebbe diventata prima un’osteria e poi il ristorante albergo ‘Acquacheta’, ancora oggi gestito dalla famiglia Valtancoli all’interno della piccola comunità di San Benedetto in Alpe che, se nel 1822 contava 1.200 abitanti, oggi ne conta non più di 173. La gestione dell’osteria prima e dell’albergo poi ha visto avvicendarsi le generazioni: il primo fu Vincenzio che si dice facesse anche il portalettere, seguito dal figlio Pietro, poi dal figlio di Pietro, Vincenzo, dal figlio Emilio e ancora dal figlio Renato insieme alla moglie Wilma Pieri, i miei genitori".

Fino al 2018 ha gestito l’azienda di famiglia Maria Valtancoli, insieme al marito Carmine Russo, che negli anni ha portato l’evoluzione della pasta fresca inventando nuove ricette. Continua Maria: "All’inizio c’era solo il piano terra dell’osteria, dove i clienti si fermavano a mangiare e a bere. La domenica era piena di gente della zona, che, dopo essere stata a messa, nel pomeriggio veniva a giocare a carte e a bere e restava qui fino alla sera. Poi negli anni ‘50, il locale è stato rialzato di un piano con 5 camere da letto. Negli anni ‘70 è stato costruito un secondo piano, arrivando a 13 camere e alla fine degli anni ‘90 l’ultima ristrutturazione per realizzare i bagni in ogni camera. La gente – conclude – veniva dalla città o dalle zone più calde per trascorrere un periodo in un luogo con l’aria buona, fare delle camminate, mangiare".

Oggi l’albergo è condotto dal figlio di Maria, Nicolò Russo, il primo proprietario a portare un cognome diverso da quello della storica famiglia.

Per questa ragione nel 2018 si è deciso di aggiungere al nome ‘Acquacheta’ anche il cognome Valtancoli per mantenere memoria delle origini.