Piadina, nuovo chiosco a San Benedetto in Alpe

La struttura turistica è all’imbocco del sentiero per la cascata dell’Acquacheta e sarà gestita dalla 30enne Sara Ferrucci, con l’aiuto del marito.

Piadina, nuovo chiosco  a San Benedetto in Alpe

Piadina, nuovo chiosco a San Benedetto in Alpe

Sarà inaugurato oggi, alle ore 17.30 a San Benedetto in Alpe in viale Acquacheta 10, il Chio-Sco di piadina romagnola, tortelli sulla lastra, crescioni e altro ancora. La struttura turistica si trova all’imbocco del Sentiero natura per la dantesca cascata dell’Acquacheta, frequentata da migliaia di escursionisti in tutte le stagioni. Dopo il taglio del nastro da parte del sindaco di Portico e San Benedetto, Maurizio Monti, clienti, cittadini e turisti saranno rallegrati da musica dal vivo e da degustazioni delle specialità della casa.

Titolare della nuova attività è Sara Ferrucci, 30 anni, originaria di San Benedetto in Alpe, che è tornata al paese, dopo un’esperienza turistica sulla Riviera romagnola, insieme al marito Pompeo Laserra, 34 anni, che darà una mano alla moglie piadinara durante il weekend, mentre durante la settimana lavora in un’azienda della vallata.

Racconta Sara Ferrucci: "Dopo l’esperienza al mare e la pandemia in città, abbiamo scelto di tornare al paese, dove la qualità della vita è migliore e dove abbiamo ristrutturato l’ex macello comunale (fino agli anni ’50), di proprietà di mio zio Giuseppe Rabiti. Il nostro locale ha scommesso su prodotti locali e di qualità, come le farine oppure i salumi e formaggi del territorio". Aggiunge Sara: "In un’epoca in cui nei paesi negozi e locali chiudono, noi ci siamo fatti coraggio e apriamo, anche perché vorremmo essere non solo un punto di riferimento per i turisti, ma anche per gli abitanti del paese, della valle del Montone e dell’Appennino, con stile giovanile".

Nel Chio-Sco (info: 348. 5865391), aperto tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 11 alle 21, si potranno assaggiare anche piadina fritta e taglieri di affettati e formaggi locali. Conclude Sara Ferrucci: "Apriamo un’attività in un periodo difficile del dopo pandemia a del dopo alluvione e frane, come segno di speranza per il futuro dei giovani e della montagna romagnola".

Quinto Cappelli