"Pini utilizzato per tentare di zittirmi"

"Pini utilizzato   per tentare  di zittirmi"

"Pini utilizzato per tentare di zittirmi"

Nella vicenda che ha portato all’arresto di Gianluca Pini entra a piedi pari il blogger ed ex consigliere comunale dei Verdi a Cesena Davide Fabbri (foto). "Nel marzo-aprile del 2020 mi sono interessato - con diverse mie inchieste - al colosso della carne Amadori. Ho raccolto testimonianze di lavoratori degli stabilimenti di San Vittore di Cesena e di Santa Sofia, narrando di presunte carenze nei protocolli di sicurezza e di salute anti Covid. Amadori presentò contro di me ben due querele penali in seguito alla pubblicazione di una quindicina di miei articoli. In seguito in tribunale a Forlì tutti i reati contestati - pubblicazione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico e molestie - sono stati archiviati, tranne in un filone dove ho subito un decreto penale di condanna per diffamazione per cui ho pagato una multa di 75 euro. Ora la novità, pazzesca: dalle carte dell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex parlamentare della Lega Gianluca Pini, emerge che i vertici del gruppo Amadori non si accontentarono di rivolgersi alla magistratura con due querele per tutelare la società. Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza del gip di Forlì, l’ex ad Francesco Berti del Gruppo Amadori si attivò con Gianluca Pini per raggiungere velocemente l’obiettivo dell’avviso orale, una misura eccezionale prevista dal codice antimafia, un provvedimento di prevenzione disposta dal questore e destinata a soggetti di elevata pericolosità sociale, che comporta il divieto di possedere un telefono cellulare e di accedere a internet: sarebbe stata la morte di un blogger, ma il questore non emanò alcun provvedimento nei miei confronti".

La vicenda sarà oggetto di un’interpellanza parlamentare del co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato Angelo Bonelli.