MARCO
Cronaca

Raffica di riconferme. Nei comuni alluvionati il partito non conta. Tutti intorno ai sindaci

Da Forlì a Cesena, la dinamica destra/sinistra passa in secondo piano. Il trionfo di Dardi a Modigliana, il paese delle settemila frane. "In quei giorni la gente mi consolava. Ha vinto il senso di appartenenza".

Raffica di riconferme. Nei comuni alluvionati il partito non conta. Tutti intorno ai sindaci

Raffica di riconferme. Nei comuni alluvionati il partito non conta. Tutti intorno ai sindaci

Bilancioni

Difficile che sia una questione di destra o di sinistra. Praticamente ovunque il voto amministrativo dell’8 e 9 giugno ha confermato i sindaci dell’alluvione: ha vinto, dunque, la continuità. E probabilmente qualcosa di più: la comunità. Di fronte alla catastrofe del maggio 2023, la Romagna si è unita, dando fiducia a chi ha interpretato le istituzioni nel momento di massima emergenza.

Forlì è un caso perfino sorprendente (ma non l’unico): il sindaco di centrodestra Gian Luca Zattini – il primo di sempre non di sinistra – ha conquistato il secondo mandato con il 50,6% dei consensi al primo turno, nonostante i rivali abbiano giocato molte delle loro carte proprio sulla gestione dell’alluvione. "Nei giorni dell’emergenza io ero a spalare, loro piangevano, erano chiusi in ufficio e non sapevano cosa fare", erano state le dure parole di Graziano Rinaldini (centrosinistra), riferendosi ai diversi momenti in cui Zattini si era commosso pubblicamente. Il sindaco era stato contestato dai comitati e criticato perfino da un parente (Giacomo, figlio di un cugino), candidato dal Movimento 5 Stelle. Eppure la maggioranza ha tenuto, alla prova del voto, anche nei quartieri più colpiti.

Il trend è confermato anche a Cesena, dove il vantaggio del sindaco Enzo Lattuca (Pd) è ancora più netto nelle aree vicine al fiume Savio che esondò nel pomeriggio del 16 maggio. Sempre nel Cesenate, anche Mercato Saraceno e Roncofreddo hanno rieletto i ‘sindaci dell’alluvione’. E cosa dire di Modigliana: nel 2019 Giancarlo Dardi – per tutti Jader – aveva vinto le elezioni per meno di cento voti (42% totale), solo perché il centrodestra si era spaccato. Il paese delle 7mila frane, letteralmente devastato un anno fa, è tornato al voto confermandolo con il 69,8%. "C’è un giorno che non dimenticherò mai – racconta oggi –: era il 19 maggio, eravamo ancora isolati. Il municipio era senza corrente elettrica: uscii, mi veniva da piangere. Ma era la gente che mi consolava". Un subbuglio emotivo, anche se diverso, vissuto lunedì: "Certo, mi sono emozionato. Mi sono sentito gratificato, perché lo sforzo è stato riconosciuto. Anche quello di tenere unita la comunità".

Dardi vive a Castelbolognese, nel Faentino, dove l’acqua ha sommerso garage e seminterrato di casa sua. Rivendica "di aver polemizzato raramente. Solo quando tardava la nomina del commissario. A proposito, apprezzo moltissimo il lavoro di Figliuolo e della sua struttura, così come della Regione: stiamo facendo uno sforzo corale, cerchiamo di fare squadra. Per prima cosa, mi sento parte delle istituzioni. Abbiamo un enorme lavoro da fare". Tra le poche cose positive, forse l’unica: l’alluvione ha avvicinato cittadini e amministratori, rappresentati e rappresentanti. "Sì, direi proprio di sì".

Ci sono altri esempi virtuosi in questo senso. Civitella, sempre nel Forlivese, ha un territorio collinare piagato dalle frane, con diverse aziende isolate: il sindaco Claudio Milandri – professione veterinario, un civico trasversale – è stato rieletto con l’80,5% dei voti. Problemi simili nelle colline che circondano Predappio, dove già il 2 maggio 2023 una casa fu distrutta da una frana: Roberto Canali (centrodestra) si è confermato col 71,6%. Nel Ravennate, Lugo e Conselice sono stati per giorni sommersi dall’acqua: nuovi sindaci a Lugo (Elena Zannoni) e a Conselice (Andrea Sangiorgi, già assessore) ma nel segno della continuità (entrambi di centrosinistra).