UGO BENTIVOGLI
Cronaca

Scozzoli, a Roma l’ultima gara "Tante gioie e un rimpianto: le Olimpiadi"

Al prestigioso Sette Colli l’addio alle competizioni del campione della rana: “E’ ora di smettere, ma voglio restare nel nuoto"

Fabio Scozzoli: l'esultanza in vasca

Fabio Scozzoli: l'esultanza in vasca

Forlì, 23 giugno 2023 – L’ultima recita è pronta, il palcoscenico d’eccezione al termine di una carriera da applausi a scena aperta. Tutto è pronto per l’ultima gara di Fabio Scozzoli che sarà al Foro Italico domani, sabato 24 giugno, in occasione della 59ª edizione del prestigioso Trofeo Sette Colli a Roma. Batterie dei 50 rana al mattino e, quasi certamente, ultima finale della carriera nel pomeriggio. Dice così addio alle gare – ma non al nuoto – uno dei migliori ranisti a livello mondiale della sua epoca, forlivese doc (di San Martino in Villafranca) anche se nato a Lugo il 3 agosto del 1988.

"È stato un periodo di lunghe riflessioni – dice il nuotatore romagnolo – e naturalmente in tutte queste c’era la possibilità di dire basta col nuoto. Anche prima dell’operazione al ginocchio sinistro: dopo l’intervento sono stati mesi difficili sotto il profilo fisico, mentre mi ero detto che avrei provato a tornare del tutto competitivo se il rientro non fosse stato lungo. Invece mi ci vorrebbero altri sei mesi per essere in forma come vorrei e come servirebbe: ma del resto non ho più 25 anni e i tempi di recupero si allungano inevitabilmente. E facendo dei 50 rana la mia gara principale, il ginocchio operato non mi permette una partenza come avrei voluto. Io che della partenza ho sempre fatto un’arma in più. Quando ho preso la decisione definitiva, mi sono accorto di essere estremamente sereno. È giusto così, questo è lo sport: per quanto tu lo ami ad un certo punto si deve smettere".

Una splendida carriera con tantissime vittorie, tanti record e un solo rimpianto: "La medaglia olimpica – aggiunge Fabio Scozzoli –, ho un conto in sospeso con i Giochi Olimpici e purtroppo rimarrà tale. È la cosa che mi manca in carriera, nella quale ho vinto campionato italiani, europei e mondiali. Ma non sono stato neppure particolarmente fortunato: a Tokio, se non ci fosse stata la pandemia e i Giochi si fossero tenuti nel 2020, ci sarei stato ed ero particolarmente in forma. Mentre per i più giovani lo spostamento al 2021 ha regalato un anno di esperienza in più, per noi più avanti con gli anni sono stati dodici mesi di età in più. Inoltre a fine 2020 mi sono operato al gomito".

L’unico anno, di fatto, nel quale si è presentato in condizione ai Giochi è il 2012 ma, arrivato nella finale dei 100 rana a Londra col secondo miglior tempo, alla fine si è piazzato al 7º posto anche se poi al termine della stagione ha ottenuto l’oro nei 100 rana a Istanbul, ai Mondiali in vasca corta, primo italiano nella storia a riuscirci. "La vittoria che non dimenticherò mai, però è la prima, nei 50 rana agli Europei del 2010, dopo aver vinto il bronzo nei 100 che già mi sembrava tanto. Il gradino più alto del podio, l’inno. Indimenticabile".

Indubbiamente Fabio Scozzoli ha avuto una lunga carriera anche se non sono mancati infortuni importanti: "Fanno parte della vita di uno sportivo, l’importante è ogni volta aver la voglia di tornare. Ora, a quasi 35 anni, non ne ho più voglia: se avessi ottenuto una medaglia a Roma lo scorso anno avrei smesso in quel momento". E ora, ultima competizione a parte, è già futuro. "Sicuramente resterò nell’ambiente – conclude Scozzoli –, perché questa è la mia passione. Da due anni faccio il preparatore all’Imola Nuoto e c’è in ballo un progetto interessante, vedremo se andrà in porto".