Voli cargo, polemica sulla Regione: "Corsini non può decidere per F.A.". E la società sta investendo su altro

L’assessore ai Trasporti ospite sabato di un convegno: "Forlì non si sovrapponga a Rimini". Critiche da Centrodestra per Forlì e Confcommercio: "Invasione di campo". "Tocca agli imprenditori".

Voli cargo, polemica sulla Regione: "Corsini non può decidere per F.A.". E la società sta investendo su altro

Voli cargo, polemica sulla Regione: "Corsini non può decidere per F.A.". E la società sta investendo su altro

L’aeroporto Ridolfi dedicato ai voli cargo, ovvero al trasporto delle merci. Si tratta di una suggestione espressa più volte in passato, specie dalle parti di Bologna o di Rimini. Vi ha fatto riferimento anche l’assessore regionale ai Trasporti Andrea Corsini, durante il convegno organizzato sabato dal Partito Repubblicano e riportato sul Carlino di domenica: "Forlì dovrà sviluppare soprattutto il settore cargo in collegamento col porto di Ravenna", ha detto l’esponente della Regione nell’àmbito di una riflessione più ampia (il tema erano le infrastrutture romagnole) professando di credere in una coesistenza fra gli scali di Forlì e Rimini, "senza sovrapporsi". Anche, appunto, differenziando le vocazioni.

Se così fosse, il Ridolfi avrebbe un problema. Nel piano di sviluppo aeroportuale presentato a dicembre all’Enac, l’ente nazionale dell’aviazione civile, Forlì ha dettagliato gli scenari dei prossimi 15 anni. "Nel 2038 contiamo di avere un movimento pari a 5.312 tonnellate, soprattutto pezzi di ricambio, motori e così via, con il coinvolgimento dell’area manutentiva", dichiarava al Carlino il 16 dicembre il direttore generale Andrea Gilardi. Con un’importante premessa: "L’85% del traffico cargo in Italia è sull’aeroporto di Milano Malpensa". Sostanzialmente, Corsini sta indicando un modello economico in cui i gestori privati – dopo aver analizzato il mercato – dimostrano di non credere. L’atteso flusso di merci via aerea è correlato al filone della manutenzione (che, tramite il Polo tecnologico aeronautico, coinvolge la Regione stessa): materiale destinato all’hangar Ferruzzi e ai 5 nuovi che F.A. vuole costruire. Nessun riferimento al porto (anche perché prima ci vorrebbe la Ravegnana bis) o ad altri beni. Il piano è ora al vaglio di Enac.

Le parole di Corsini ieri hanno suscitato polemiche. Prima da parte del gruppo consigliare di ‘Centrodestra per Forlì’, guidato da Davide Minutillo, secondo il quale lo scenario prefigurato da Corsini "lascia dunque allo scalo di Rimini la vocazione dei voli civili e del traffico turistico". Si tratterebbe di "un’indebita ingerenza. Una clamorosa e non richiesta invasione di campo. Frasi a sostegno di città amministrate dal centrosinistra. Non è la prima volta". Il punto, per gli esponenti della maggioranza, è che "non spetta a lui suggerire ai bravi imprenditori privati che hanno risollevato l’aeroporto di Forlì quale business intraprendere per mandare avanti le attività. Non spetta a Corsini indicare la vocazione turistica e dei trasporti di una città o di un’altra".

Duro anche Alberto Zattini, direttore di Confcommercio: "Una volta di più, ascoltiamo parole di un amministratore che pare voglia indirizzare le strategie imprenditoriali di chi rischia soldi propri. Prendiamo le distanze: vogliamo ricordare a Corsini che la gestione è privata. Non capiamo perché la Regione debba intervenire rispetto a strategie imprenditoriali che fanno capo a privati". Il direttore dell’Ascom riflette: "Non vogliamo credere che la Regione abbia una strategia tesa a favorire scali di Bologna e di Rimini, penalizzando Forlì. Ma queste esternazioni sostanzialmente invitano il Ridolfi a farsi da parte".

Contattato dal Carlino, nella serata di ieri l’assessore Andrea Corsini ha specificato: "Ogni aeroporto ha una quota di cargo. Ci sono voli cargo e voli passeggeri. Anche di incoming, se vogliamo sostenere il turismo in Romagna. Per ora c’è solo outgoing". In sostanza, servono collegamenti non solo per le mete delle vacanze ma anche per portare qui gli stranieri.

Marco Bilancioni