Imola, 30 ottobre 2016 - Tifosi sempre, visto che al cuore non si comanda, ma già nostalgici di qualche giocatore che, fino all’anno scorso, era di casa al PalaRuggi. Sono molti i fan dell’Andrea Costa a rimpiangere nomi che sotto il canestro potevano fare la differenza: solo per fare un esempio, l’americano Leonard ‘Boogie’ Washington.

Nonostante le quattro sconfitte di inizio stagione, c’è comunque chi vede il bicchiere mezzo pieno ed è pronto a sostenere la sua squadra nella partita di oggi contro il Verona. Luca Baldi, ultras, è uno di quelli che di certo farà sentire la sua voce in campo: «Siamo in netta difficoltà, ma da domani (oggi, ndr) tireremo fuori gli artigli della tigre».

TRA I TIFOSI che ieri mattina hanno ritirato, nella nostra redazione imolese di via Quarto, il biglietto omaggio della partita (a patto che mostrassero la copia del giorno del Carlino), Donato Pagnani, imolese di 31 anni: «Un pronostico? Non la vedo benissimo, ma può essere un match tiratissimo». Decisamente pessimista Edoardo Pirazzoli: «Forse possiamo vincere a briscola, ma a basket non credo – confessa -. Nonostante questo, seguo da sempre l’Andrea Costa e da cinque anni a questa parte vado sempre alle partite». Silvio Capitani, imolese di 60 anni, ritira il ticket per il nipotino: «Sul campionato speriamo di fare qualcosa, altrimenti bisognerà cambiare gli americani che mi sembrano un po’ scarsi – affonda –. Quelli buoni li abbiamo mandati via l’anno scorso». Anche Gian Paola Plata si presenta in redazione per la nipote Sara, che è a scuola. «Ma l’Andrea Costa – dice – è una passione di famiglia».

LORENZO BETTI, 39 anni, tifa Andrea Costa da più di 20. «Per me, è la squadra di Imola. Ricordo i tempi in cui era in campo Bortolon. Anni come quelli ti segnano. Ma credo che ora ci sia meno cuore rispetto al passato, forse perché la squadra è stata a Faenza per anni e questo ha fatto disinnamorare l’ambiente». Giorgio Giacometti ritira il biglietto per il 28enne Nicolò: «Mi dispiace – dice –, perché la squadra le perde tutte. Probabilmente sono stati sbagliati gli acquisti: io avrei tenuto gli americani dell’anno scorso, ma molto dipende dalle risorse economiche della società. Il mio giocatore preferito? Prato, perché si impegna molto». Idem per Pierfrancesco Giovannini, imolese di 30 anni. Predilige il neoacquisto Tassinari, invece, Gabriele Gordini. Sono molto pessimisti Paolo Venieri e Mattia Galeotti. La vede nera Silvestro Falavigna, secondo cui «questa volta non arriviamo nemmeno ai playoff». Ma, oggi, pensiamo al Verona.