{{IMG}} 2013-08-15
di LETIZIA GAMBERINI
VENGONO da molto lontano, ma tutti gli anni, e alcuni da molti anni, fanno visita a Imola e a quelle famiglie che li ospitano come se fossero dei figli. Anche ora, fino alla fine di agosto, sono una cinquantina i ragazzi bielorussi che stanno trascorrendo (alcuni sono già ripartiti) lestate sul Santerno. Di età differenti, tutti vengono da zone che stanno cercando di rinascere dopo il dramma di Chernobyl. A Imola trascorrono mesi di vacanza e di svago grazie alla Onlus Insieme per un futuro migliore, attiva dal 1997, grazie allinfaticabile impegno di Arena Ricchi e dei soci. Un lavoro silenzioso, ma che toglie le parole. Le famiglie ospitanti, infatti, oltre a regalare mesi di serenità ai giovani ospiti, pagano loro il viaggio. E spesso vanno a trovarli anche nei mesi invernali.
DZIANIS Sakau viene a Imola dal 2001. E oggi ha 21 anni. Fino allestate scorsa con lui cera anche il fratello, ma ora ha 18 anni ed è partito militare. La sua seconda casa è quella di Laura Ricci ed Egisto Campomori. «Cosa penso di Imola? Non so, è diversa dalle nostre città. Mi piace, è tranquilla. La cosa più divertente? E andare in piscina». Ormai Dzianis, che il prossimo anno si deve laureare in Matematica, si muove per la città da solo. Così come gli altri ragazzi, per i primi quindici giorni è impegnato nelle attività proposte dallassociazione (il tema questanno era quello della Rocca). Si aggiungono corsi di lingua italiana e gite, fra cui quella a Bolzano al museo di Oetzi. Per molti è stato il debutto in funivia. «La prima volta che me lo sono trovato davanti si porta la mano al fianco Ricci mi arrivava qui. Ora invece...». Ora Dzianis è un ragazzo molto alto, che ama la cucina locale. «In particolare gli spaghetti tonno e cipolla e i cappelletti».
«Sa che cosa ho imparato da Valentina? Che si riceve molto più di quello che si dà». Loretta Landi, tesoriera della Onlus, ospita da cinque anni questa ragazzina bionda che ora ha 12 anni e il cellulare. «Era uno scricciolino, con i bagagli contenuti in una sportina di plastica», ricorda. Sono appena tornate dal mare, da Porto Corsini. «La prima volta che ha visto il mare ha pensato che fosse una piscina grande salata».
VALENTINA, che viene da un paese di campagna, ama molto il suo soggiorno imolese, tanto che vede già lItalia nel suo futuro. «Vorrei studiare per diventare infermiera spiega e venire a vivere qui». Anche Valentina ha un debole per la cucina emiliano romagnola: «I miei piatti preferiti sono le lasagne, ma anche gli spaghetti alla carbonara, la salsiccia e la pizza». Come darle torto.
Una delle ospiti bielorusse più giovani è Palina, di otto anni, proveniente da una piccolissima località al confine con lUcraina. La sua è una storia toccante. «E stata nostra figlia Lucrezia, di 11 anni, a insistere perché io e mia moglie Stefania la ospitassimo spiega Giuseppe Bonsenso . Sono addirittura nate lo stesso giorno, era proprio destino. Viene da due anni e si trova molto bene con noi». Come gli altri ragazzi, Palina ama la vita allaria aperta e la piscina. «In particolare il Villaggio della Salute più e comunque sempre la portiamo in vacanza con noi. Le piace moltissimo la nostra frutta e verdura, così care da trovare nel suo paese. In particolare? Va matta per languria».
di LETIZIA GAMBERINI
VENGONO da molto lontano, ma tutti gli anni, e alcuni da molti anni, fanno visita a Imola e a quelle famiglie che li ospitano come se fossero dei figli. Anche ora, fino alla fine di agosto, sono una cinquantina i ragazzi bielorussi che stanno trascorrendo (alcuni sono già ripartiti) lestate sul Santerno. Di età differenti, tutti vengono da zone che stanno cercando di rinascere dopo il dramma di Chernobyl. A Imola trascorrono mesi di vacanza e di svago grazie alla Onlus Insieme per un futuro migliore, attiva dal 1997, grazie allinfaticabile impegno di Arena Ricchi e dei soci. Un lavoro silenzioso, ma che toglie le parole. Le famiglie ospitanti, infatti, oltre a regalare mesi di serenità ai giovani ospiti, pagano loro il viaggio. E spesso vanno a trovarli anche nei mesi invernali.
DZIANIS Sakau viene a Imola dal 2001. E oggi ha 21 anni. Fino allestate scorsa con lui cera anche il fratello, ma ora ha 18 anni ed è partito militare. La sua seconda casa è quella di Laura Ricci ed Egisto Campomori. «Cosa penso di Imola? Non so, è diversa dalle nostre città. Mi piace, è tranquilla. La cosa più divertente? E andare in piscina». Ormai Dzianis, che il prossimo anno si deve laureare in Matematica, si muove per la città da solo. Così come gli altri ragazzi, per i primi quindici giorni è impegnato nelle attività proposte dallassociazione (il tema questanno era quello della Rocca). Si aggiungono corsi di lingua italiana e gite, fra cui quella a Bolzano al museo di Oetzi. Per molti è stato il debutto in funivia. «La prima volta che me lo sono trovato davanti si porta la mano al fianco Ricci mi arrivava qui. Ora invece...». Ora Dzianis è un ragazzo molto alto, che ama la cucina locale. «In particolare gli spaghetti tonno e cipolla e i cappelletti».
«Sa che cosa ho imparato da Valentina? Che si riceve molto più di quello che si dà». Loretta Landi, tesoriera della Onlus, ospita da cinque anni questa ragazzina bionda che ora ha 12 anni e il cellulare. «Era uno scricciolino, con i bagagli contenuti in una sportina di plastica», ricorda. Sono appena tornate dal mare, da Porto Corsini. «La prima volta che ha visto il mare ha pensato che fosse una piscina grande salata».
VALENTINA, che viene da un paese di campagna, ama molto il suo soggiorno imolese, tanto che vede già lItalia nel suo futuro. «Vorrei studiare per diventare infermiera spiega e venire a vivere qui». Anche Valentina ha un debole per la cucina emiliano romagnola: «I miei piatti preferiti sono le lasagne, ma anche gli spaghetti alla carbonara, la salsiccia e la pizza». Come darle torto.
Una delle ospiti bielorusse più giovani è Palina, di otto anni, proveniente da una piccolissima località al confine con lUcraina. La sua è una storia toccante. «E stata nostra figlia Lucrezia, di 11 anni, a insistere perché io e mia moglie Stefania la ospitassimo spiega Giuseppe Bonsenso . Sono addirittura nate lo stesso giorno, era proprio destino. Viene da due anni e si trova molto bene con noi». Come gli altri ragazzi, Palina ama la vita allaria aperta e la piscina. «In particolare il Villaggio della Salute più e comunque sempre la portiamo in vacanza con noi. Le piace moltissimo la nostra frutta e verdura, così care da trovare nel suo paese. In particolare? Va matta per languria».
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