La vicenda riguarda un cantiere del Centro storico
La vicenda riguarda un cantiere del Centro storico

Imola, 12 luglio 2020 -  Quell’intervento edilizio in centro storico poteva essere realizzato, almeno secondo il Comune, solo tramite restauro e risanamento conservativo dell’edificio. E invece loro, i due responsabili dei lavori, assistiti da un geometra, hanno demolito e ricostruito. Ne è nata una lunga vicenda giudiziaria, che entra ora nella sua fase clou. L’ente di piazza Matteotti, che di quell’intervento ha sempre contestato la mancanza di titolo edilizio e la violazione alla pianificazione comunale, ha infatti stabilito, attraverso un’ordinanza nei confronti della quale i multati hanno però già presentato ricorso al Tribunale civile, che la sanzione pecuniaria, alternativa alla demolizione, è di ben 500mila euro. A voler essere precisi, 499.924,12 euro. Una cifra, comprensiva anche del conguaglio del contributo di costruzione, che evidentemente richiama l’attenzione e suggerisce come l’intervento in questione deve essere stato piuttosto rilevante.

Fin qui la cronaca di questi giorni.
La vicenda di questo cantiere nel cuore della città, che è possibile ricostruire solo attraverso un documento piuttosto criptico nel quale sono stati oscurati tanto i nomi delle persone coinvolte quanto quello dell’edificio finito al centro della contesa, ha però radici profonde. Il ricorso, secondo quanto emerge appunto dalle carte del Comune, attiene infatti al provvedimento conclusivo di procedura di abuso edilizio che ha avuto inizio nel 2003. E che ha generato negli anni successivi un primo contenzioso al Tar e un secondo al Consiglio di Stato, verso i quali l’ente di piazza Matteotti si è costituito affidando incarico legale all’avvocato Silvia Gotti di Bologna, nonché ricorso straordinario al Capo dello Stato.

Per questo motivo il Comune, che come noto non dispone all’interno della propria struttura di un ufficio legale, per difendersi in sede civile ha deciso di rivolgersi anche questa volta alla Gotti, "in quanto già a conoscenza dell’intera vicenda", avendo assistito l’ente di piazza Matteotti nei precedenti giudizi "con esito favorevole", si legge nella determina di affidamento dell’incarico all’avvocato bolognese.

In particolare , nell’ambito della "complessiva strategia difensiva", con il legale incaricato andrà valutata "l’opportunità di proporre preventivamente alla Cassazione il regolamento di competenza per dirimere il conflitto sulla competenza – sottolineano dal Comune –, essendo la sanzione in argomento legata alla materia edilizia e conclusiva della procedura sanzionatoria di abuso edilizio, per cui si ritiene rientri nella competenza esclusiva del giudice amministrativo". In pratica, Tar e Consiglio di Stato. Che come detto si sono già espressi dando ragione all’ente attualmente guidato dal commissario prefettizio Nicola Izzo.
Da parte loro , i ricorrenti, che nelle scorse settimane si sono visti infliggere la maxi-multa da 500mila euro, sono intenzionati a far valere le proprie ragioni. Per questo chiedono, in prima istanza, l’annullamento dell’ordinanza che determina la sanzione. In seconda battuta, se proprio l’azzeramento di quanto dovuto è impossibile, viene auspicata quanto meno la "rideterminazione della sanzione previa ammissione di consulenza tecnica". Nel frattempo, l’obiettivo dei ricorrenti è quello di ottenere, in via cautelare, la sospensione dell’esecuzione dell’ordinanza attraverso la quale il Comune quantifica l’importo conteso.