Allarme agricoltura Le associazioni in coro: "Quadro drammatico Servono aiuti subito"

Gli imprenditori del settore chiedono più concretezza alle istituzioni "Non si doveva aspettare oltre un mese per la nomina del commissario. I Comuni hanno fatto molto, ma da soli non possono farcela". .

Allarme agricoltura  Le associazioni in coro:  "Quadro drammatico   Servono aiuti subito"

Allarme agricoltura Le associazioni in coro: "Quadro drammatico Servono aiuti subito"

Stanziamenti certi, in tempi rapidi. E maggiore cura, per quanto riguarda il futuro, alla prevenzione. Sono tanto precise quanto accorate le richieste che arrivano dall’agricoltura imolese flagellata dal maltempo tra frane e allagamenti. I vertici delle associazioni di categoria sono stati protagonisti, ieri mattina, di una seduta della commissione consiliare dedicata al tema.

"Il quadro è drammatico – taglia corto Simone Rustia (Confagricoltura) –. È passato più un mese dall’alluvione e le cose non sono migliorate. Non è colpa di nessuno, sappiamo che ci sono tempi tecnici; ma la situazione sul territorio è allarmante. Gli imprenditori agricoli sono buoni di natura, però alla lunga potrebbero anche arrabbiarsi. Hanno bisogno di certezze".

Parole simili quelle di Roberto Padovani (Terraviva Cisl). "Non si doveva aspettare un mese e mezzo per arrivare alla nomina del commissario – protesta Padovani –. Oltre ai danni dell’alluvione, è stato sottovalutato il problema delle frane. Le amministrazioni locali hanno messo tutto il loro impegno, adesso però bisogna arrivare con aiuti forti. Le aziende di pianura non produrranno nulla quest’anno e probabilmente anche l’anno prossimo. E quelle giovani, che hanno investito, rischiano il collasso". Per questo motivo, secondo Alessandro Scala (Coldiretti), è "fondamentale dare un segnale alle aziende il prima possibile. C’è bisogno – prosegue Scala – di interventi in vista dell’autunno. Se questa esperienza ci lascia qualcosa, è che bisogna fare di più e meglio nella manutenzione dei torrenti. Parlo del Sillaro, a Spazzate Sassatelli, dove però i lavori vanno a rilento. E questo mentre agli agricoltori viene chiesto il pagamento dei passi carrai da parte della Città metropolitana. Non so se è uno di quei tributi che doveva slittare in automatico, ma già il fatto di chiedere 80 o 100 euro in questa fase mi pare inopportuno". Chiede maggiore attenzione dal punto di vista della prevenzione anche Andrea Arcangeli (Cia). "È il momento di spingere nella realizzazione di invasi e casse di espansione – avverte –. La mole d’acqua sarebbe stata comunque difficile da gestire, ma qualcosa si poteva salvare. E ora serve liquidità, non strumenti finanziari per posticipare i pagamenti". Proprio la Cia imolese ha raccolto in queste settimane 230 segnalazioni di allagamenti, frane e smottamenti delle aziende agricole associate. Danneggiati 1.500 ettari di terreno senza contare mezzi agricoli, infrastrutture e case.

Enrico Agnessi