La banda di violenti ragazzini avrebbe persino un nome: 'Mono Gang'
La banda di violenti ragazzini avrebbe persino un nome: 'Mono Gang'

Imola, 3 luglio 2020 - Pare si faccia chiamare ’Mono Gang’ la banda di cattivi stile Arancia Meccanica la scorsa settimana ha picchiato e mandato all’ospedale due ragazzi in zona autodromo. Un nome che aggiunge quasi un tono di colore alla cronaca dei pestaggi in piena regola compiuti da dei presunti minorenni. C’è una città che invoca a gran voce una soluzione. Ma per qualcuno ci sarebbe anche un sottile velo di omertà da far cadere. Per questo l’ex capogruppo della Lega in consiglio comunale Simone Carapia ha istituito una sorta di ’taglia’, da 2mila euro da dare a "chiunque fornisca informazioni utili a rintracciare i colpevoli", come video, foto o testimonianze. L’idea nasce sulla falsa riga della ricompensa da 50mila euro pensata da Augusto Morena presidente del comitato ‘Amici di Davide Fabbri’ per la cattura del killer Igor Il Russo qualche anno fa. "Non si tratta di una proposta in stile ’far west’ – sottolinea il leghista –. Si chiama ’promessa al pubblico’ e in Italia è perfettamente legale, poiché prevista dall’articolo 1989 del codice civile". Un’iniziativa già ripresa (proprio due giorni fa) dal deputato del Carroccio Gianni Tonelli nel caso del carabiniere investito a Mordano.


Ma in questo frangente parliamo di una dimensione ancora più locale in cui sono coinvolti ragazzini molto giovani, probabilmente minorenni, diventata una piaga. "Una proposta che faccio per il bene della verità", prosegue Carapia, precisando che ogni informazione potrà essere inviata ai sui "canali social istituzionali". Dovranno essere comunque prove attendibili, che possano ricondurre ai veri colpevoli. "Episodi di questo tipo non devono più verificarsi – aggiunge l’ex consigliere – basta poco che la situazione degeneri: un giorno potremmo trovarci a raccontare fatti ben peggiori di un naso rotto. Spero che non siano i soliti figli di papà che hanno visto troppi film violenti, e non si rendono conto di ciò che stanno facendo".


Una manciata di giorni fa un giovane era stato aggredito, sfigurato, e mandato all’ospedale da un gruppo di ragazzini. A quei fatti era seguito un episodio praticamente fotocopia lo scorso sabato in via Malsicura. Un 17enne, dopo aver risposto negativamente alla richiesta di ’fumo’, si era preso una testata in piena faccia che gli aveva rotto il naso, e poi il violento pestaggio. A quel punto tra il popolo il capro espiatorio della questione sono diventati i locali della zona. E’ così che ieri i gestori del bar Renzo, Luca Gardenghi ed Elena Simoni hanno raccontato al collega Marco Signorini di non essere "responsabili di quanto accaduto nel parco delle Acque", ma di aver comunque già "rafforzato il servizio di sicurezza" e di "essere pronti a installare delle telecamere". In sostanza dal Bar Renzo ci tengono a sottolineare che non possono certo essere responsabile "di ciò che accade a decine di metri dal loro locale", ma che comunque sono al lavoro per rendere più vivibile la zona.


Una dichiarazione decisamente apprezzata da Carapia: "Quelle dei gestori sono parole positive. A questo punto serve uno sforzo anche da parte del Comune: diverse aree rimangono al buio durante la notte, perché non rafforzare anche l’illuminazione?". E aggiunge: "Come membro della Lega, la volontà è quella di debellare completamente il fenomeno, perché sdraiati a terra, sotto quei colpi, potevano esserci i figli di tutti. Spero che la mia proposta possa di per sé già servire come deterrente perché questi fenomeni non si verifichino mai più . Sono episodi che creano un danno alla comunità, ma anche a tutte le attività produttive che da anni trovano casa nel parco delle Acque".
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