Calcio, il segreto dell’Osteria Grande. Cento volontari dietro ai successi

La società che ha conquistato l’Eccellenza può contare su una notevole squadra di sostenitori

Calcio, il segreto dell’Osteria Grande. Cento volontari dietro ai successi

Calcio, il segreto dell’Osteria Grande. Cento volontari dietro ai successi

Il volontariato come trave portante di una società calcistica che può orgogliosamente sventolare come bandiera l’intera comunità. Dietro allo straordinario risultato sportivo dell’Ac Osteria Grande che ha guadagnato un posto nel campionato di Eccellenza c’è un segreto, uno di quei segreti che la rende una realtà davvero unica e inimitabile: il volontariato. Sono più di 100 quelli che, saltuariamente o quotidianamente, offrono il loro impegno gratuito per la società biancoblù, accompagnandola sia nell’attività sportiva che nelle iniziative che l’Ac Osteria Grande mette in piedi ormai da decenni come forma di autofinanziamento. Tra queste ultime, la Festa della Birra appena conclusa, 20 giorni di stand gastronomico e di spettacoli agli albori dell’estate che diventa immancabile punto di aggregazione per tutta la comunità. Quest’anno nello stand hanno lavorato più di 70 volontari, un numero reso ancora più straordinario se si considera che un buon 50 per cento è composto da giovanissimi che non superano i 16 anni di età. Il segreto dell’ondata ‘green’? Elis Dall’Olio, storico dirigente dell’Ac Osteria Grande, non ha dubbi. "Sono quasi tutti giovani atleti, molti dei quali figli di volontari. E sono i primi a vedere e a sapere in cosa si traduce il loro operato: nel nuovo campo ‘C’, nell’impianto di irrigazione che abbiamo recentemente acquistato, nel campo in sintetico che abbiamo realizzato impegnandoci per anni di spesa. Sanno di lavorare per una giusta causa, che è anche il loro futuro e quello della comunità". E poi, aggiunge Dall’Olio, "alla festa si fa davvero gruppo, è un po’ come essere negli spogliatoi: quando si lavora c’è rispetto e impegno, quando finisce il servizio ci si mette tutti a tavola assieme, senza distinzione di età, e ci si diverte".

Una ricetta vecchissima, quella dell’Ac Osteria Grande, ma che funziona sempre meglio col passare degli anni. "Il ricambio generazionale fa parte della cultura di chi c’è stato ieri e di chi c’è ancor oggi a fare il volontario. La media d’età si è abbassata molto e questo ci rende orgogliosi, ma al tempo stesso riteniamo indispensabile l’aiuto di chi è con noi da tanti anni".

Un mix di esperienza e di gioventù. Un po’ la stessa ricetta di una grande squadra di calcio, insomma. Lavoro e fatica trovano ricompensa se lo si fa in gruppo, offrendosi un aiuto. Sarà per questo che, nelle tante, troppe serate di pioggia della Festa di quest’anno, i più giovani e i più anziani continuavano a guizzare tra i tavoli bagnati come pulcini, anziché chiedere una tregua per cercare riparo. Ecco, in quegli improvvisati camerieri bagnati fradici c’è la perfetta sintesi di cosa sia il volontariato in casa Osteria Grande. "Iniziative come la Festa della Birra portano nelle nostre casse il 25% del bilancio. Senza, non sapremmo come trovarli", conclude con una candida ammissione Dall’Olio.

Claudio Bolognesi