Fausto Ravaldi, climatologo ed ex vicepreside dell’istituto Scarabelli
Fausto Ravaldi, climatologo ed ex vicepreside dell’istituto Scarabelli

Imola, 29 giugno 2020 - L’estate imolese comincia ad arroventarsi un po’ in ritardo sulla tabella di marcia. Andiamo incontro – anzi, ci siamo letteralmente già dentro – a una settimana di grande caldo, "con temperature che potranno spingersi ben oltre i 30 gradi – spiega Fausto Ravaldi, climatologo ed ex vicepreside dell’istituto Scarabelli –. E’ l’effetto dell’Anticiclone subtropicale, di cui subiamo l’influenza: aspettiamoci temperature in ascesa, ma abbastanza vivibili". Prepariamoci quindi a una settimana sostanzialmente dal ’curriculum’ immacolato, praticamente il prototipo dell’estate perfetta. "Se non fosse – prosegue il nostro esperto –, per qualche remota possibilità di rovesci, o meglio, temporali improvvisi nei prossimi giorni". Si parla di massime che vanno dai 33 ai 35 gradi, "caratterizzate da una discreta ventilazione che dovrebbe partire già da stasera (ieri, ndr). I venti dovrebbero aiutare a mitigare l’afa estiva, abbassando l’umidità relativa e quindi anche la percezione stessa del calore". La domanda è quanto durerà questo prototipo di estate perfetta. "Gli anticicloni, come quello delle Azzorre hanno una durata di circa una settimana, questo è iniziato alla fine della settimana scorsa, perciò fino a martedì la situazione dovrebbe rimanere stabile". Un’ondata di caldo che arriva in un giugno non caratterizzato da temperature estreme: "Il bollettino di questo mese elaborato grazie ai dati della stazione meteorologica dello Scarabelli – prosegue Ravaldi – racconta una media 21,9 considerando le temperature minime e quelle massime (una media che viene calcolata ogni 6 secondi). Un valore che da qui alla fine del mese potrà subire l’aumento di un grado. La media delle temperature massime è stata invece sui 30 gradi, inoltre è dal 21 compreso che le massime superano sempre i 30 gradi, con picchi fino ai 35".

Caldo sì, ma non fuori dalla norma. Facendo un rapido confronto con il 2019: nei medesimi giorni di giugno, la media delle temperature era stata di 24,8 gradi. Un dato che alla fine del mese è cresciuto fino a una media complessiva 25,4 e di 33 gradi la media delle massime, con picchi fino a 40 gradi verso la fine del mese. Che risvolti potrebbe avere sulle coltivazioni questo gran caldo? "Dovesse fare troppi cicli questo anticiclone potrebbe condurci alla siccità – spiega il ’nostro’ esperto –. C’è da dire che se durasse 15 giorni sarebbe comunque accettabile: fino a metà luglio infatti, con la raccolta dei cereali, è preferibile non avere precipitazioni, in modo che la spiga non si rovini". Il vento ci aiuterà secondo Ravaldi, perché "finché restiamo al centro di correnti d’aria percepibili il coefficiente di inquinamento dovrebbe rimanere molto basso. Se si ferma il vento invece, interviene anche l’effetto chimico dell’ozono troposferico, diverso da quello stratosferico, che invece ci protegge dai raggi solari. In parole povere il troppo calore tende a spaccare le molecole di acqua (sospese nell’aria sotto forma di l’umidità) lasciando liberi gli atomi di ossigeno i quali si possono aggregare a ’terzetti’, formando O3, ovvero l’ozono troposferico dannosissimo per la salute umana. L’aria, finché resta asciutta si raffredda più velocemente, e quindi con la bassa umidità di questi giorni dal punto di vista dell’inquinamento dovremmo essere tranquilli".