Carapia: "Tensioni nella polizia locale: il sindaco non può più far finta di niente"

Il Circondario ammette tensioni interne nella polizia locale, accogliendo ricorsi contro valutazioni ritenute basse dagli agenti. Il consigliere comunale di opposizione critica la gestione e chiama in causa la Giunta.

Il Circondario ammette le tensioni che da tempo animano il corpo unico della polizia locale. E in una lettera di riscontro inviata agli agenti che nelle scorse settimane avevano fatto ricorso contro le valutazioni attribuite loro dai vertici del comando (ritenute troppo basse dai diretti interessati), accoglie le istanze presentate.

Così ha deciso, per conto dell’ente di via Boccaccio, la commissione per il riesame composta dalla segretaria generale Simonetta D’Amore, dal direttore Sergio Maccagnani e dal dirigente del servizio Personale associato, Daniele Campalto. "Questa è l’ennesima prova provata che il servizio non funziona e che chi governa non può continuare a fare finta di niente e girarsi dall’altra parte – protesta il leghista Simone Carapia –. A fronte di decine di ricorsi degli agenti, la commissione ha dovuto prendere atto e soprattutto mettere nero su bianco che così non si avanti".

Per questo motivo, il consigliere comunale di opposizione chiama in causa la Giunta. "Adesso dopo che la commissione ha scritto una roba del genere cosa succederà". Nel mirino del leghista finisce quindi il sindaco Marco Panieri, che è anche presidente del Circondario. "Non potrà ancora per molto far finta di niente". Trentatré gli operatori della polizia locale che, il mese scorso, avevano fatto ricorso contro le valutazioni attribuite loro dal dirigente del servizio, Daniele Brighi, comandante del corpo unico degli ex vigili. Agenti e ufficiali si erano infatti visti recapitare una scheda di giudizio ritenuta "altamente penalizzante" dai diretti interessati "sia per decurtazioni di indennità legate alla performance che in merito alle possibilità di futuri miglioramenti di posizione economica". E si sono rivolti alla commissione per il riesame.

Enrico Agnessi