Carlo Zaccaroni, tra i fondatori del Marshal’s Team dell’autodromo

Imola, 10 ottobre 2018 – «Era il nostro papà virtuale. Ci ha insegnato a fare le cose con passione: non doveva essere un lavoro, e così è stato tutto più semplice». Marcello Contavalli, presidente del Marshal’s Team di Imola (il gruppo dei commissari di percorso dell’autodromo) ricorda così Carlo Zaccaroni, scomparso l’altro giorno a 84 anni. Zaccaroni è stato per oltre trenta anni commissario di percorso (o ufficiale di gara) in autodromo, capoposto della ‘11’ alle Acque. Era uno dei soci fondatori del team e presidente onorario (il team è il più imponente in Italia dall’alto dei suoi 350 effettivi).

«A livello umano Zac era sempre presente – racconta Contavalli – Dopo le gare restava con noi, per trovare la via verso eventuali miglioramenti, e aveva un occhio di riguardo per i giovani, per farli crescere». «Il suo posto era alla variante delle Acque Minerali – prosegue il presidente del Marshal’s Team – Prestava servizio lì. Rappresenta sicuramente un pezzo di storia dell’autodromo. Cinque anni fa l’Aci premiò me e lui per il lungo periodo prestato come ufficiali di gara. Secondo me, Zac aveva prestato lavorato in autodromo per oltre 30 anni».

«Ricordo che quando qualche anno fa furono demoliti i paddock – riprende Contavalli – lui era sulla Rivazza, e piangeva come un bambino». Un affetto smisurato per un ruolo nel quale la passione significava molto, per non dire tutto. «E’ stato socio Aci da sempre – dice Contavalli – ed era sempre aggiornato e formato. Per due anni, Motosprint ha giudicato il Marshal’s di Imola il migliore al mondo, per meriti sportivi e umani». E Zaccaroni era uno di loro, una delle punte di diamante.

Toccante il ricordo nel blog di Claudio Fargione sull’incidente che Zaccaroni ebbe nel 1972 a Imola. Era commissario di gara della gara Interserie, la cosiddetta Can-Am europea. Zac era alla ‘piega’ della Tosa (non ancora Villeneuve). Due auto della Formula Ford si agganciarono, volarono e una cadde sulla postazione di Zaccaroni che protesse due carabinieri in servizio e fu travolto dal bolide impazzito. Vivo, ma con una gamba sbriciolata e a rischio amputazione. Non fu così, per fortuna. Zaccaroni tornò in pista, mesi e mesi dopo, e si rese conto che non aveva paura delle vetture in velocità a pochi metri: «Sono pur sempre un commissario di percorso dell’Enzo e Dino Ferrari!».

I funerali di Zaccaroni si svolgeranno sabato a Bologna alle 15 a San Giovanni Bosco in via Bartolomeo Maria Dal Monte 14. Per chi volesse dare l’ultimo saluto a Zac la camera ardente sarà allestita in via della Certosa 16 al Dos dalle 13 alle 14.

ma. mar.