Cau promosso dalla Regione : "Pronto soccorso, accessi in calo per i codici verdi e bianchi"

L’assessore alla Sanità, Donini: "La riorganizzazione dell’emergenza urgenza sta dando frutti". Il leghista Marchetti: "Non ci si può limitare alle percentuali, servono più informazioni".

Cau promosso dalla Regione  : "Pronto soccorso, accessi in calo per i codici verdi e bianchi"

Cau promosso dalla Regione : "Pronto soccorso, accessi in calo per i codici verdi e bianchi"

Il Centro di assistenza urgenza (Cau), aperto a fine 2023 all’ospedale vecchio, ha ridotto la pressione degli accessi al Pronto soccorso del Santa Maria della Scaletta. È quanto emerge dai numeri forniti ieri dalla Regione. A fronte di un calo che in Emilia-Romagna è di circa il 32% per i codici bianchi e verdi (scesi da 142 a 97 per mille abitanti), a Imola la flessione è del 34% (da 119 a 78 accessi). Il dato è frutto del confronto tra i dati gennaio-maggio di quest’anno con quelli dello stesso periodo del 2019 (ultimo anno utile considerato che dal 2020 fino ai primi mesi del 2023 i pronto soccorso hanno affrontato l’emergenza Covid).

"La riorganizzazione dell’emergenza urgenza sta dando i suoi frutti – commenta l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini –. Il sistema sta funzionando, grazie anche al lavoro del personale sanitario e ai cittadini che hanno compreso quanto sia importante accedervi in modo appropriato. Per l’Emilia-Romagna è una sfida, un modello innovativo di sanità che vuole continuare a erogare cure e servizi di qualità e ad essere pubblica ed universalistica. Un modello che può diventare punto di riferimento a livello nazionale".

La ricostruzione della Regione non convince però il leghista Daniele Marchetti: "Siamo alle solite: stiamo attendendo il monitoraggio sugli accessi ai Cau e le conseguenti auspicate riduzioni di accessi impropri nei pronto soccorso da mesi e, guarda caso, a un giorno dalla scadenza di invio che ci era stata comunicata, la Giunta anticipa i dati relativi all’attività – protesta il consigliere comunale e regionale del Carroccio –. L’attività dei Cau andrebbe valutata con una serie di informazioni che non possono limitarsi a delle mere percentuali. Dovremmo capire innanzitutto, a livello regionale, se funzionano meglio quelli accanto ai pronto soccorso o se, al contrario, portino buoni risultati anche quelli previsti in altre sedi. Poi, altro aspetto da tenere in considerazione, è la percentuale per i singoli Centri assistenza urgenza di conclusione dell’iter clinico ed eventuali rimandi al pronto soccorso".

Anche dal punto di vista più strettamente locale, con la già citata riduzione del 34% di codici bianchi e verdi all’ospedale nuovo rispetto al pre-pandemia, Marchetti avanza delle perplessità. "Il dato precedente che avevamo a disposizione parlava di una riduzione pari al 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2023 e non del 2019 – ricorda il leghista –. Non voglio fare certo la parte del polemico di turno, ma è difficile ragionare su dati snocciolati durante una conferenza stampa, senza un documento tra le mani e, soprattutto, con statistiche che fanno riferimento a periodi differenti".

A Imola, dopo un primo semestre di attività, gli accessi hanno ormai superato quota 9mila, con una media di oltre 1.500 al mese. Andando avanti di questo passo, si chiuderà l’anno superando quota 18mila, vale a dire oltre un migliaio di pazienti in più rispetto alle previsioni.

I Cau sono stati istituiti dalla Regione per gestire le urgenze a bassa complessità, continuando a mantenere in capo ai pronto soccorso le emergenze. Queste le prime otto cause per cui i cittadini in questi primi cinque mesi del 2024 si sono rivolti ai Centri di assistenza urgenza in Emilia-Romagna: 22,18% lesione o dolore agli arti e contusioni; 10,96% tosse, congestione, mal di gola o febbre; 5,71% dolore addominale; 4,6% eritema/problemi cutanei; 3,7% lombalgia; 3,05% otalgia; 2,22% richiesta di prescrizione; 1,52% cefalea/emicrania.