Fausto Gresini con Loris Capirossi (foto Isolapress)
Fausto Gresini con Loris Capirossi (foto Isolapress)

Imola (Bologna), 23 febbraio 2021 - Classe di ferro e di sogni quella del 1961 cresciuta a pane e motori, come li chiamano in Romagna. Sullo sfondo il circuito di Imola, epicentro delle grandi competizioni a due ruote motorizzate grazie alle geniali intuizioni organizzative di Checco Costa. I campioni del motociclismo mondiale duellano in riva al Santerno e tra i giovani che accalcano festanti il prato della curva della Tosa c’è anche Fausto Gresini, morto oggi a 60 anni dopo aver lottato due mesi in ospedale contro il Covid.

Morte di Gresini, il dolore sui social: "Figura leggendaria"

"Lavorava da Guerra, storico concessionario della Gilera in città, ad altezza della rotonda di Porta dei Servi – ricorda Claudio Ghini -. Con lui c’era uno dei meccanici più preparati in materia motociclistica, Remo Obici". Le sue qualità tecniche sono cristalline, un predestinato: "Scorrazzavamo con i motorini all’altezza della vicina pineta, l’attuale viale De Amicis, e Fausto era sempre davanti a tutti – continua il ricordo -. Così con l’aiuto di Obici cominciò a costruire il suo primo cinquantino per partecipare ai campionati Junior dell’epoca".

Categorie propedeutiche ma il denaro in cassa, per acquistare componenti per equipaggiare al meglio il mezzo, scarseggia. "Fausto era il più giovane di una schiera di piloti imolesi davvero talentuosi – prosegue Ghini -. Gerani, Guardigli, Pedone, Righini, Suzzi e molti altri. L’Imola di quei tempi era terreno fertile di passione motociclistica".

Logico, quindi, sostenere le speranze del campioncino di casa. "Organizzammo diverse feste e gli incassi convogliarono nel budget per dare una mano a Fausto – conclude -. Anni romantici, da li spiccò il volo bruciando le tappe del professionismo fino ai trionfi iridati".

Il doppio titolo mondiale della classe 125, in sella alla Garelli. "Dopo l’affermazione del 1985, nel 1987 vinse quasi tutte le gare in palio salendo per la seconda volta sul tetto del mondo – commenta il dottor Claudio Marcello Costa, concittadino ed ideatore della Clinica Mobile -. La sua impresa più bella, però, la completò aiutando Capirossi a vincere il titolo nel 1990. I piloti italiani si coalizzarono per il successo del giovane Loris e durante i festeggiamenti serali il più contento di tutti era proprio Faustino".

Tanti gli aneddoti in pista e nel paddock in una vita trascorsa sempre con il sorriso sul viso. Gresini amava tremendamente la gente e la convivialità. Celebri le sue grigliate ed i suoi festeggiamenti, tra box ed hospitality, dopo ogni successo dei piloti della Gresini Racing. La sua creatura più amata, insieme ai quattro figli ed alla moglie Nadia.

"Quando dal Gran Premio di Olanda ci si dirigeva verso il Belgio c’erano sempre tre o quattro giorni liberi – apre i cassetti della memoria l’ex centauro venezuelano, e due volte campione del mondo, Carlos Lavado -. I piloti italiani facevano gruppo ed io con loro. Fausto adorava fare gruppo. Giornate trascorse al luna park, a girare nelle piste di go kart e ad arrostire carne ai ferri".