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Imola, cimitero nel degrado. "Erba alta e opere incompiute. Al Piratello è tutto fermo"

La denuncia dell’associazione Amici di Padre Luigi sul cimitero: «Ora il Comune intervenga»

di ENRICO AGNESSI
Ultimo aggiornamento il 8 settembre 2017 alle 21:39
Erbacce e gramigna nei terreni del cimitero

Imola, 9 settembre 2017–«Rispetto all’ultima segnalazione sullo stato di degrado dei campi di terra, inviata dal comitato Pro Piratello, la situazione è pressoché inalterata, salvo la presenza delle ossa disperse nel terreno dalle estumulazioni». A fare il punto sulle condizioni del camposanto cittadino, finito più volte sotto i riflettori nelle scorse settimane, è Francesco Grandi, presidente dell’associazione Figli spirituali e amici di Padre Luigi. Una realtà, questa, che tra i suoi obiettivi ha proprio quello di «difendere il decoro e la storia di quello che per noi credenti è il cimitero monumentale del Piratello», ricorda Grandi.

Lunga la lista delle mancanze stilata dall’associazione cattolica. Si parte dalle erbacce e dalla gramigna che avvolgono le tombe. «Nessuno ha avuto l’avvertenza di intervenire e lo spettacolo è lo stesso delle scorse settimane – denuncia Grandi –. Registriamo quindi una mancanza di gestione e di controllo. In sostanza, al lento avanzare del lavoro delle imprese che stanno realizzando interventi strutturali sulla parte centrale, non corrisponde alle stesso modo una cura e una manutenzione del camposanto».

Nella parte alta della zona nuova, infatti, «l’erba cresce selvaggia e incontrollata, senza che alcuna impresa a cui compete lo sfalcio e la pulizia intervenga – rimarca il presidente dell’associazione dedicata a padre Luigi Zoffoli –. Di tutto questo non sappiamo il perché, e saremmo lieti se l’assessore con delega al Cimitero ce lo spiegasse». Poi, a pochi metri da quella che Grandi definisce una «savana africana», ecco un’opera «incompiuta», ovvero «una scala costruita e mai ‘nata’. Si nota, al di là della staccionata costruita successivamente, che il corrimano era stato costruito addirittura a rovescio – sottolinea il presidente dell’associazione –. Con il rischio quindi che se a una persona gli fosse preso un capogiro finiva direttamente di sotto».

Il sopralluogo di Grandi finisce nei pressi dell’«ormai famosa rampa per i disabili, ora ‘blindata’ da nastro bianco e rosso da cantiere». Famosa perché fu proprio la troppa enfasi con la quale, a inizio estate, il Pd salutò la sua costruzione a indispettire il comitato Pro Piratello, l’associazione dedicata alla memoria di Padre Luigi, Forza Italia e Lega Nord. Innescando di fatto le polemiche che non si sono ancora spente. «Anche qui – riprende il ragionamento di Grandi – ci sono dei pericolosissimi spigoli in cemento tra un segmento e l’altro, su cui un disabile con una carrozzina ‘fuori controllo’ potrebbe schiantarsi rischiando di procurarsi gravi danni. Non vorremmo visto il progetto, che anche questa rischi di rimanere un’incompiuta – conclude il presidente dell’associazione –. La situazione è questa, e rassomiglia molto a un set cinematografico dove però si gira senza un regista: tutto procede per inerzia».

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