Coronavirus
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Imola, 8 marzo 2020 - Diciannove a Medicina, uno a Imola. Salgono a 20 nel circondario i casi positivi al Coronavirus. Si tratta di 16 uomini (tra cui l’imolese) e quattro donne. Gli ultimi sono due donne e un uomo, di età compresa tra i 69 e i 71 anni, tutti di Medicina e dunque riconducibili al gruppo della bocciofila. Di questi ultimi tre casi, solo uno è ricoverato al policlinico Sant’Orsola di Bologna, nel reparto Malattie infettive, che accoglie altri cinque residenti del circondario. Una persona è invece tutt’ora in terapia intensiva.
 

A conti fatti, parliamo dunque di sette ricoverati nel capoluogo emiliano e di 13 persone positive, ma che restano in isolamento domiciliare. E poi c’è l’esercito dei cosiddetti ‘asintomatici’, in isolamento domiciliare fiduciario e precauzionale per aver avuto contatti con soggetti risultati positivi, che sono oramai un centinaio secondo i calcoli dell’Ausl.
 

La stessa Azienda sanitaria fa sapere che, da domani, sospenderà gli interventi chirurgici programmati non urgenti. L’obiettivo è quello di rendere disponibili posti letto di Terapia intensiva e personale da dedicare al Coronavirus. Saranno comunque regolarmente effettuati gli interventi per le malattie oncologiche e tutte le pratiche chirurgiche urgenti e le emergenze.
 

Sempre l’Ausl raccomanda inoltre di evitare i contatti sociali non necessari e soprattutto i luoghi dove si trovano molte persone, nonché di limitare al massimo l’accesso alle strutture sanitarie e socio sanitarie. Qualora si fosse prenotata una prestazione di non particolare urgenza, è possibile disdirla chiamando il Cup allo 800 040606.
 

Nel frattempo, il sindaco di Medicina, Matteo Montanari, rispondendo in maniera indiretta alle stoccate arrivate dal commissario ad acta per l’emergenza Coronavirus, Sergio Venturi, si è detto ieri "orgoglioso" dei centri sociali, delle associazioni culturali e sportive del paese "che sono parte della soluzione e non del problema". Montanari si aspetta la diagnosi di nuovi casi, "probabilmente con sintomi meno intensi rispetto ai primi", ma destinati a dimostrare "soprattutto l’efficacia del lavoro d’indagine che sta svolgendo l’Ausl di Imola anche con il supporto dell’Amministrazione".
 

Poi altri sassolini via dalle scarpe: "Il sindaco può intervenire solo all’interno di quanto previsto dal Governo; non può chiudere autonomamente nessuna attività senza il parere favorevole delle autorità sanitarie. Nel rispetto dei ruoli e delle competenze, invito a potenziare il rapporto con tutti i sindaci della regione per affrontare meglio insieme l’emergenza".
 

E questo perché "tutti i centri sociali, così come le realtà associative, hanno da subito accolto l’invito a limitare le proprie attività – rivendica Montanari –, arrivando una settimana fa a chiudere autonomamente". Insomma, "non può passare l’idea che nel nostro territorio la questione sia stata irresponsabilmente sottovalutata – protesta il sindaco –. Al contrario, oltre a seguire tutte le indicazioni di decreti e ordinanze, abbiamo proposto all’Ausl misure che potenzino la prevenzione e nei giorni scorsi abbiamo condiviso la chiusura, solo precauzionale, del centro diurno anziani e di altri servizi. Stiamo uniti e tutto andrà bene".
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