Medicina, 16 marzo 2020 - Medicina è da oggi zona rossa assieme alla frazione di Ganzanigo e a pattugliare gli ingressi ci sono carabinieri (VIDEO), esercito e guardia di finanza. Trenta uomini dell'Arma, provenienti dalla tenenza Medicina, dalla compagnia di Imola e dal Comando provinciale di Bologna sono impegnati nei controlli nel capoluogo di Medicina, mentre Finanza ed Esercito pattugliano Ganzanigo.

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Cosa si può fare e cosa no: tre domande e tre risposte

Nel corso della mattinata molte persone hanno provato a entrare e uscire dal paese (FOTO), non conoscendo la nuova ordinanza che prevede invece il divieto di allontanamento dal territorio del capoluogo di Medicina e dalla frazione di Ganzanigo (è consentito solo il rientro al domicilio) fino al 3 aprile. Il provvedimento è stato preso di concerto con Ausl, Comune, Prefettura, Protezione Civile e con il sindaco metropolitano Virginio Merola. La decisione è stata presa, visto l'alto numero di contagi iniziati tra i frequentatori della bocciofila, per tutelare Bologna e il resto della provincia dall'espandersi dei contagi.

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Tutti quelli che hanno cercato di entrare o uscire sono stati fermati e rispediti indietro, a parte ovviamente i pochi che avevano diritto a spostarsi. Fra loro, i camion dei rifornimenti alimentari, che invece, dopo il blocco e il controllo, vengono fatti passare.  Ora le strade sono deserte (VIDEO).

"E' una situazione molto difficile - dice il comandante provinciale dei carabinieri, Pierluigi Solazzo -, consigliamo a tutti di stare in casa e muoversi solo in caso di necessità, questa misura così rigorosa serve a limitare il più possibile i contagi. Il nostro primo obliettivo - presica Solazzo - è aiutare la popolazione nelle necessità che dovessero incontrare e fornire l'assistenza necessaria". I carabinieri pattuglieranno anche l'area interna alla zona rossa.

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"E' uno degli atti più sofferti che io abbia assunto da presidente della Regione - spiega il governatore Stefano Bonaccini - ma le informazioni e le indicazioni che ho raccolto dai tecnici non mi hanno permesso altra scelta. Da diversi giorni il numero dei contagi e dei decessi a Medicina registra una crescita tale da richiedere un intervento drastico per arginare il contagio, a tutela dei residenti dello stesso Comune e di un'area vasta come quella metropolitana di Bologna. Pur col cuore pesante, ritengo di aver agito per il bene comune, col supporto delle indicazioni mediche e scientifiche necessarie, dopo aver riunito l'unità di crisi regionale. Siamo al fianco del sindaco Matteo Montanari e di tutti i cittadini di Medicina. 

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Prevista anche la sospensione di tutte le attività produttive e commerciali a esclusione di negozi di generi alimentari, farmacie, fornai, rivenditori di mangimi per animali, distributori di carburante, ottici, attività connesse al rifornimento dei beni essenziali. Saranno aperte tutte le strutture socio assistenziali. Dal provvedimento escluse le persone che abitano fuori Medicina , ma che lavorano a Medicina per mandare avanti le attività essenziali: dovranno tuttavia avere un’autorizzazione da parte del Comune per entrare e uscire. Sospesi tutti i cantieri, confermata la chiusura dei parchi e orti pubblici, le aree di sgambamento cani e sportive. Consentito il servizio di raccolta rifiuti e consegna a domicilio di farmaci e generi alimentari.

"Mi tocca dirvi quello che un sindaco non vorrebbe mai dire ai propri cittadini. Dobbiamo però seguire le indicazioni dei medici che stanno gestendo al meglio quest'emergenza sanitaria Ancora una volta vi chiedo di essere generosi", spiega il sindaco, Matteo Montanari, in un video in cui si rivolge alla popolazione del suo Comune, sulla sua pagina facebook. 

“Siamo tutti qui impegnati a trovare un senso a questa storia, vorremmo dare un senso a questa storia - dice Montanari citando Vasco -. In realtà non c’è alcun senso, c’è comunque un domani che arriverà e saremo fortunati di viverlo insieme. Quando un sindaco fa certe scelte si sente solo, vi ringrazio invece perché mi avete sostenuto in questi giorni. Piangerò solo alla fine di questa tempesta, diamoci una mano per chi é malato e ricoverato. Non molliamo adesso. Vi voglio bene”.

Da giorni la notizia circolava ma, fino a ieri in tarda serata, il commissario ad acta Sergio Venturi aveva risposto “No comment”. Da giorni Medicina è l’epicentro del contagio nei territori imolese e bolognese, con un pesante tributo di morti e positivi deflagrato all’interno dei bar del Medicivitas e della bocciofila Ca’ Nova.

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L’estrema criticità della situazione di Medicina è nei numeri inviati in Regione dal direttore generale dell’Azienda USL di Imola e dall’Ordinario di Malattie Infettive dell’Università di Bologna in una comunicazione di soli due giorni fa. Nel territorio del comune di Medicina e nella frazione di Ganzanigo erano presenti 54 casi accertati di Coronavirus, 8 decessi, 22 ricoveri ospedalieri (5 dei quali in terapia intensiva in condizioni critiche) e 24 casi in isolamento fiduciario domiciliare, oltre a 102 soggetti posti in isolamento fiduciario domiciliare a seguito di contatti stretti di casi accertati.

Nella nota, si sottolinea poi come il fenotipo di malattia riscontrato nei pazienti sia contraddistinto “oltre che da una grave e rapida progressione, anche da un’elevata diffusibilità correlata all’alto burden microbico”. Si aggiunge il rischio di rapida diffusione del Covid 19 nel contesto dell’area del comune di Medicina, della conseguente estensione alle aree limitrofe e, potenzialmente, all’intera area metropolitana bolognese, ad alta densità di popolazione.

Merola: "Scelta coraggiosa e necessaria"

"Una scelta coraggiosa e necessaria che abbiamo condiviso e riguarda e tutela tutto il milione di abitanti della città metropolitana di Bologna". Così
il sindaco di Bologna, Virginio Merola, definisce la decisione di istituire Medicina come 'zona rossa' anti coronavirus. Una scelta, spiega il primo cittadino, presa "dopo un pomeriggio di continui contatti tra me, il presidente della Regione e il sindaco di Medicina", al quale "ancora di più in questo momento voglio testimoniare la mia vicinanza", come "a tutta la popolazione di Medicina". A loro, conclude Merola, "si chiede uno sforzo ancora maggiore rispetto a quello che tutto il Paese sta compiendo con limitazioni ancora più rigide. Sono sicuro che anche questa decisione contribuirà a vincere la battaglia".

 

Cosa prevede la nuova ordinanza

a) divieto di allontanamento dal territorio del capoluogo di Medicina e della frazione di Ganzanigo da parte di tutti gli individui ivi presenti; 

b) divieto di accesso nel territorio del capoluogo abitato di Medicina e della frazione di Ganzanigo; c) è comunque consentito il rientro al domicilio o alla residenza all’interno dell’area delimitata dall’allegata mappa per chi al momento dell’entrata in vigore della presente ordinanza si trovasse fuori dall’area stessa; 

d) sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l'erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;

e) sospensione di tutte le attività produttive e commerciali ad esclusione dei negozi di generi alimentari e di prima necessità (farmacie e parafarmacie – fornai - rivenditori di mangimi per animali - distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico - commercio al dettaglio di materiale per ottica; delle attività di trasporto connesse al rifornimento di beni essenziali) dei presidi sociosanitari esistenti: Casa della Salute, Casa di Riposo e Case Residenze per Anziani non autosufficienti;

f) in riferimento ai divieti di spostamento delle persone fisiche previsti dall’art. 1 comma 1 lett. a) del DPCM dell’8 marzo 2020, e dal punto b della presente ordinanza potrà essere esentato esclusivamente, previa autorizzazione del Sindaco del Comune di Medicina, il personale impiegato nelle strutture e nei servizi e nelle attività elencate al punto e) del presente articolo e nei servizi pubblici essenziali; 

g) sospensione di tutti i cantieri di lavoro; 

h) chiusura dei parchi pubblici, orti comunali, aree di sgambamento cani, aree sportive a libero accesso, servizi igienici pubblici e privati ad uso pubblico e divieto di utilizzo delle relative strutture; 

i) soppressione di tutte le fermate dei mezzi pubblici;

 j) chiusura al pubblico dei cimiteri comunali, garantendo, comunque, la erogazione dei servizi di trasporto, ricevimento, inumazione, tumulazione, cremazione delle salme; pagina 5 di 9 

k) saranno comunque garantiti il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti ed il servizio di consegna a domicilio di farmaci e generi alimentari per le persone in isolamento domiciliare fiduciario.

Sfoglia qui sotto l'ordinanza completa