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8 mag 2022

Dove finiscono i confini della libertà

marco
Cronaca

Marco

Signorini

Libertà e responsabilità. È il titolo di un interessante libro scritto da Adriano Bausola, compianto rettore dell’Università cattolica di Milano, che chi vi scrive ha frequentato. Bausola era ordinario di filosofia teoretica e, quando scoccava l’ora delle sue lezioni, l’aula era sempre piuttosto affollata. Noi studenti ci confrontavamo sul tema della libertà cercando di dare un significato a questa parola e domandandoci fin dove si potesse estendere. Le nostre teorie erano spesso piuttosto divergenti, ma su una cosa eravamo tutti d’accordo: la libertà di una persona finisce quando va a intaccare quella di un’altra. Insomma, tornando al libro del professore, non c’è libertà se non esiste responsabilità. Due concetti di cui abbiamo molto discusso, in questi difficili anni di pandemia. Durante le lezioni ci chiedevamo anche se esistesse la libertà di non rispettare una legge e, anche qui, il dibattito si accendeva ma, alla fine, si trovava una sintesi: una legge si può violare se mette in discussione i diritti fondamentali dell’uomo, quello alla vita per primo.

Ecco, mi sarebbe piaciuto sapere cosa avrebbe detto Bausola ai cosiddetti ’no mask’ che, nel cuore della pandemia, andavano in piazza sostenendo che l’obbligo di indossare le mascherine arrivava a violare i diritti costituzionali. Forse li avrebbe convinti che, in verità, erano proprio loro a varcare il limite della libertà, scegliendo consapevolmente, levandosele, di mettere a rischio la vita di un’altra persona (a partire da malati e fragili). Al momento, però, la pandemia sembra entrata in una nuova fase e i dati confermano che tra i ragazzi, probabilmente per l’immunità acquisita nei mesi invernali, i casi sono in netto calo. Suscita quindi molta perplessità che ci si possa accalcare al banco della frutta di un supermercato senza mascherina, mentre in classe – con il caldo in arrivo e la possibilità di tenere le finestre aperte – si debba continuare a indossare i dispositivi. Da papà di due bimbe, ribadendo che comunque questa è una di quelle leggi che vanno rispettate, mi sento di esprime più di qualche dubbio.

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