A Imola le imprese registrate oggi sono intutto 5.906, delel quali 5.294 attive

Imola, 5 luglio 2018–Il 2018 per l’economia del territorio è cominciato nel modo peggiore. Nei primi tre mesi dell’anno, dopo che già il 2017 si era chiuso con il segno meno, nei dieci comuni del circondario si sono perse complessivamente 114 imprese. A far segnare il record negativo è proprio Imola, che ne lascia sul campo 50 in un solo trimestre: a fronte delle 85 realtà iscritte alla Camera di Commercio di Bologna dall’1 gennaio al 31 marzo di quest’anno, sono infatti 135 quelle che hanno chiuso i battenti sotto l’Orologio.

Nel complesso, in città, le imprese registrate sono oggi in totale 5.906, delle quali 5.294 attive. Considerando i dieci comuni, dove le aperture sono state in tutto 170 e le chiusure 284 (da qui il -114 accennato all’inizio), si sale invece a quota 11.789, con 10.679 realtà pienamente operative. Alle spalle della maglia nera Imola ecco Castel San Pietro con -33 imprese (19 nuove immatricolazioni e ben 52 cessazioni di attività, seguita da Medicina con -15 (23 contro 38) e Mordano -10 (5 contro 10). Stabili invece, ma siamo al cospetto di numeri decisamente inferiori, gli altri territori del circondario: Borgo Tossignano +1; Casalfiumanese -3; Castel del Rio -2; Castel Guelfo -2; Dozza e Fontanelice entrambe a saldo invariato.

Il report è condotto come al solito dall’Ufficio Statistica e studi della Camera di Commercio di Bologna, secondo il quale il primo trimestre dell’anno «consegna tradizionalmente un bilancio negativo, poiché riflette l’accumularsi di cessazioni contabilizzate a gennaio, ma riferibili in realtà agli ultimi giorni dell’anno precedente». Insomma, il saldo è negativo proprio come a inizio 2017.

Lo scorso anno, però, dopo un avvio difficile dal punto di vista economico-produttivo più a livello di circondario che a Imola in particolare, si erano visti timidi segnali di ripresa fino al terzo trimestre. I primi nove mesi del 2017 si si erano chiusi infatti con il segno più; poi, al 31 dicembre, ecco il ritorno nelle sabbie mobili della crisi che aveva portato in particolare le imprese artigiane a lanciare un grido d’allarme. Sabbie mobili dalle quali non pare proprio esserci via di uscita.

A livello metropolitano, tutti i macrosettori evidenziano infatti, in questo primo scorcio di 2018, performance negative: dalla manifattura alle attività edili passando per l’agricoltura. In generale, secondo lo studio della Camera di Commercio ci troviamo infatti in presenza di un numero maggiore di consulenti aziendali e finanziari, con più alloggi e servizi informatici. Ma con meno agricoltori, costruttori specializzati e commercianti.