di Enrico Agnessi Vetrina mondiale, ma anche opportunità di lavoro per una cinquantina di imprese del territorio. Sarà questo, nelle parole del sindaco Marco Panieri, il Gran premio dell’Emilia-Romagna del 16-18 aprile. Archiviata la soddisfazione per essere riusciti a confermare il Circus anche nel 2021, ma con le polemiche sui costi milionari della manifestazione che covano sotto la cenere, il primo cittadino decide di imboccare la strada del pragmatismo. E, mettendo da parte in questa fase gli effetti positivi che deriverebbero dalla...

di Enrico Agnessi

Vetrina mondiale, ma anche opportunità di lavoro per una cinquantina di imprese del territorio. Sarà questo, nelle parole del sindaco Marco Panieri, il Gran premio dell’Emilia-Romagna del 16-18 aprile. Archiviata la soddisfazione per essere riusciti a confermare il Circus anche nel 2021, ma con le polemiche sui costi milionari della manifestazione che covano sotto la cenere, il primo cittadino decide di imboccare la strada del pragmatismo. E, mettendo da parte in questa fase gli effetti positivi che deriverebbero dalla possibilità di far entrare una parte di pubblico in Autodromo, invita a ragionare non tanto sulle suggestioni, quanto sui numeri e sull’esperienza della gara di fine 2020.

"L’indotto per il territorio è evidente – assicura –. Servono tre settimane per allestire l’evento e altre due per disallestirlo: un mese durante il quale, ed è accaduto in occasione del Gran premio dell’anno scorso, lavorano attorno all’Autodromo un centinaio di imprese. Di queste, cinquanta sono del territorio; mentre i dipendenti delle altre soggiornano e mangiano in buona parte qui".

E poi ci sono i team. "Quello è un tema che coinvolge anche Faenza e Bologna – ragiona il sindaco Panieri –. Parliamo di 1.500-2mila persone che si muovono. C’è un motivo se anche la Città metropolitana, dopo aver assistito alla scorsa edizione della gara, stavolta si è espressa favorevolmente sull’evento, decidendo di essere della partita. Ma i benefici ci sono anche per i Comuni del Con.Ami, che avranno importanti ricadute economiche e vedranno il territorio valorizzato attraverso la promozione della sua immagine".

Ultimo asse del ragionamento è quello che coinvolge chi lavora direttamente in Autodromo nei giorni della gara. "Non c’è solo l’indotto ‘esterno’ – rimarca il primo cittadino –. Penso ai leoni della Cea, ai marshal e al servizio di facchinaggio. Parliamo di 6-700 persone impegnate per un evento del genere, includendo anche la parte legata alla sicurezza e agli aspetti tecnici. Per non parlare del fatto che, ospitando la Formula 1, assumono maggiore valore anche gli investimenti portati avanti sulla struttura. Ricordo solo che nel centro medico dell’Autodromo, inaugurato in autunno, oggi vacciniamo le persone contro il Covid".

E rieccoci al tema sanitario. "Non sappiamo se sarà possibile ospitare il pubblico sulle tribune, ma di certo per quanto ci riguarda siamo pronti a farlo in totale sicurezza grazie al protocollo siglato lo scorso anno – avverte il sindaco Panieri –. Oggi, tra vaccini e tamponi rapidi, il panorama è diverso da quello dell’ultimo Gran premio. Da un lato c’è la piena consapevolezza della situazione nella quale ci troviamo, dall’altra vogliamo dare un segnale di speranza e di ripartenza".