ENRICO AGNESSI
Cronaca

Ferrovia Bologna Castel Bolognese, cambia la destinazione: raddoppio vicino ai binari

Il potenziamento non sarà più lato A14. De Rinaldis, Rfi: "Ancora da capire quale sia la migliore sintesi per i territori"

Ferrovia Bologna-Castel Bolognese: cambia la destinazione. Da sinistra Rivoli, Bruni, Pillon e De Rinaldis in prima fila (fotoservizio Isolapress)

Ferrovia Bologna-Castel Bolognese: cambia la destinazione. Da sinistra Rivoli, Bruni, Pillon e De Rinaldis in prima fila (fotoservizio Isolapress)

Imola, 13 giugno 2024 – C’è già un mezzo dietrofront sul discusso progetto di potenziamento della linea ferroviaria: rispunta l’ipotesi affiancamento (ma su viadotto alto 8-9 metri e con barriera anti-rumore) ai binari esistenti. È quanto emerso dall’incontro di ieri mattina in Municipio, nato come summit istituzionale a porte chiuse ma poi aperto al pubblico (quasi 200 presenze nella sala del Consiglio comunale e oltre un migliaio collegate in diretta streaming), visto il pressing di agricoltori e residenti delle frazioni a nord della città contrari alle tre alternative a ridosso del percorso autostradale.

L’idea inizialmente scartata da Rete ferroviaria italiana è stata riproposta dai tecnici arrivati ieri in Comune per un confronto con i cittadini e con i sindaci Marco Panieri (Imola), Francesca Marchetti (Castel San Pietro) e Luca Albertazzi (Dozza). Ma dal momento che il progetto è destinato ad attraversare i quartieri (già fortemente urbanizzati) appena al di sopra dell’attuale ferrovia, rischia ora di aprirsi un altro fronte di protesta. "Gli spazi di progettazione sono ancora aperti – assicura Andrea Pillon, responsabile del dibattito pubblico –. Abbiamo deciso di posticipare al 9 agosto il termine per la presentazione delle osservazioni (come chiedevano i sindaci, ndr). A settembre presenterò una relazione su quanto fatto in questi mesi. E tra ottobre e novembre è prevista la fine del dibattito pubblico".

Nega accelerazioni in vista anche Salvatore De Rinaldis di Rfi. "Il progetto seguirà il classico iter autorizzativo – assicura –. Una volta che avremo il piano di fattibilità tecnico-economica, avvieremo la Conferenza servizi con momenti partecipativi per cittadini e amministratori. Poi ci saranno le procedure di Valutazione impatto ambientale e infine la pubblicazione delle aree interessate dalla parte espropriativa. Oggi non stiamo ragionando già su un progetto, ma sui corridoi. Resta da capire quale alternativa possa essere la migliore sintesi delle sollecitazioni che arrivano dal territorio".

Nelle parole di Pierangelo Rivoli (Italferr), "l’affiancamento stretto alla ferrovia esistente è impossibile per l’impatto che avrebbe". Da qui, nonostante i tecnici nelle ultime settimane abbiano lavorato anche sulle altre due alternative vicino alla A14, correggendole sulla base delle istanze locali che hanno portato ad abbandonare l’idea di proseguire a sud dell’autostrada, il piano di un nuovo doppio binario su viadotto vicino al tracciato storico. Un progetto, quest’ultimo, sul quale come spiega Rivoli restano però "due macrotemi: quello idraulico (motivo per il quale tra l’altro non si può procedere ‘a raso’ o scavando, ndr) e quello delle infrastrutture esistenti". Già perché, come riconosce Pietro Bruni (Rfi), il progetto di affiancamento con viadotto dell’attuale ferrovia "interferirà sicuramente" con i piani "di altri cittadini. Ma sicuramente – conclude – non si può snaturare più di tanto un’opera confermata dai governi".