Marcello Contavalli ha incontrato tanti campioni
Marcello Contavalli ha incontrato tanti campioni

Imola, 27 luglio 2020 - Da oltre otto anni Marcello Contavalli è alla guida del Marshal’s Team. Trecentocinquanta angeli custodi in divisa arancione che tra passione sportiva e professionalità da bordo pista rappresentano un fiore all’occhiello nello scenario operativo delle competizioni motoristiche. "Il ritorno della Formula Uno a Imola è il frutto di un lavoro d’équipe nel quale la competenza della dirigenza di Formula Imola, in primis del presidente, Uberto Selvatico Estense, e del direttore Roberto Marazzi, è stata determinante – commenta Contavalli –. Un’opportunità straordinaria per tutto il territorio e noi, da appassionati, siamo contenti di poterci confrontare con il massimo circus automobilistico mondiale".

Non c’è tempo da perdere perché il 1° novembre è dietro l’angolo e il compito del gruppo di commissari di percorso e ufficiali di gara della corsia box sarà essenziale nell’operatività del Gran Premio dell’Emilia-Romagna. "Da domani inizieremo a confrontarci per delineare il percorso di avvicinamento all’evento – continua –. Abbiamo sulle spalle la responsabilità della storia e gli sforzi di chi ci ha preceduto. Imola è sempre stata un esempio in termini di sicurezza, di regolamentazione, di segnalazione e di intervento in pista". Uno zoccolo duro di veterani affiancati dall’entusiasmo delle nuove leve: "Un gruppo formatosi nella specialità della velocità in circuito, sia nel settore automobilistico sia motociclistico – specifica il presidente del Marshal’s Team –. Un punto fermo del circuito Ferrari spesso chiamato a supporto anche di altre manifestazioni nazionali e internazionali come i rally".

Nel curriculum di Contavalli ci sono già sedici Gran Premi di Formula Uno. "I ricordi sono tantissimi e toccano tutte le corde dell’emotività – spiega –. Nel tragico fine settimana del 1994 ero alla Piratella e non potrò mai dimenticare l’assordante silenzio del pubblico dopo lo schianto di Senna al Tamburello". Qualche rito scaramantico alla vigilia del week end agonistico: "Ne approfittavo per percorrere in solitaria il perimetro del tracciato – ricorda". E l’incontro ravvicinato con tanti campioni. "A Schumacher chiesi un autografo con dedica per mio figlio – prosegue Contavalli – e dato che riteneva di non avere una calligrafia troppo leggibile mi siglò il foglio porgendolo poi alla fidanzata Corinna per la frase di accompagnamento". Non solo. "I frequenti ritardi al box di Nelson Piquet che acquietava i meccanici spiegando le priorità della vita, soprattutto in caso di donne – ride –. Indimenticabile la notte in cui Jean Alesi, accortosi da una diretta tv di un nutrito nugolo di tifosi in tribuna centrale per incoraggiare il lavoro dei meccanici Ferrari, si precipitò dall’albergo agli spalti per abbracciare i fans".