Imola, 27 ottobre 20202 - Sindaco Marco Panieri, dal suo insediamento è passato poco più di un mese. Si aspettava un inizio tanto difficile?
"È una grande sfida. La complessità è data dei problemi da affrontare, che in parte sono gli stessi di due anni fa. Si deve riprendere un filo che si era interrotto. Siamo partiti dalla riorganizzazione della macchina, con una conferma di chi lavora e ha dato tanto in un periodo tanto delicato. E poi oggi stiamo mettendo in fila anche le proposte fatte in campagna elettorale: la riapertura delle sale prove di Ca’ Vaina, il presidio delle forze dell’ordine nelle frazioni e in centro, il tema dell’illuminazione pubblica. Siamo consapevoli della difficoltà del momento, dal punto di vista dell’emergenza sanitaria, e pronti ad affrontare la seconda ondata della pandemia".

Aggiornamento Il Gran Premio sarà a porte chiuse

C’è qualcosa che, entrando in Comune, salverebbe dall’eredità che le ha lasciato l’ex sindaca Manuela Sangiorgi?
"Direi di no… non ho ancora trovato riscontri positivi. Le criticità, invece, sono soprattutto il bilancio e le società partecipate, in particolare Area Blu".
Si spieghi…
"Va riorganizzata. I dipendenti lavorano nella giusta direzione, bisogna trovare quell’equilibrio tra amministrazione comunale e società, come accaduto per Con.Ami grazie al lavoro dell’ex commissario Nicola Izzo. E per farlo bisogna nominare subito un nuovo direttore".


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Siamo all’indomani di un Dpcm che rischia di essere una mazzata per l’economia. Cosa si sente di dire alle attività commerciali della città preoccupate per il loro futuro?
"Innanzitutto ho fatto sentire la vicinanza dell’amministrazione a quei locali che, nei giorni scorsi, avevano deciso di auto-chiudersi dopo i casi di positività tra i loro dipendenti. In generale, la mia posizione è molto simile a quella presidente Bonaccini: alcune restrizioni non sono coerenti, e anche sulle modalità di alcune chiusure ritengo che non ci sia stato sufficiente ascolto. Oggi è il momento della responsabilità, altre considerazioni sono inutili e creerebbero solo delle polemiche. Ora bisogna cercare di capire se da parte nostra ci sono margini di manovra, oltre a quanto annunciato dal Governo, a sostegno delle attività economiche costrette alla chiusura anticipata".
Agevolazioni sulla Tari?
"È un esempio, ma anche altre. La settimana scorsa avevamo lanciato il Baccanale, in queste ore stiamo rivedendo quello che sarà il percorso della manifestazione. Verrà chiaramente concesso, ai ristoranti che avevano aderito, di fare il menù da asporto. E poi si cercherà di portare più avanti il periodo del Baccanale, se il contesto lo permetterà. Ma ripeto: evitiamo polemiche e rendiamoci conto della situazione dal punto di vista sanitario, anche nel nostro quotidiano".
In queste ore però l’opposizione la contesta per un post Facebook nel quale l’assessore Elena Penazzi critica duramente le misure contenute nel Dpcm.
"Non bisogna fare polemiche, il momento è questo. Ci rendiamo conto dell’enorme sforzo che viene richiesto, ma rappresentiamo le istituzioni e dobbiamo garantire il massimo della vicinanza agli operatori che sono sul campo adeguandosi per tempo e investendo risorse evitando i contagi nelle strutture".
In questo periodo già di per sé complicato, ecco lo spettro delle porte chiuse per l’atteso ritorno del Gran premio di Formula 1.
"Il Dpcm non sembra lasciarci grossi spiragli, in realtà dietro c’è un lavoro enorme che prevede la possibilità di avere 13mila spettatori al giorno sulle tribune con protocolli rigidissimi: parcheggi riservati alle varie tribune, i servizi di ristorazione e igienici dedicati, gli accessi contingentati, la misurazione della temperatura. E questo ci mette nelle condizioni di tracciare, fino ai successivi 15 giorni, tutti i partecipanti all’evento".
La situazione però nelle ultime settimane è peggiorata…
"Siamo consapevoli di quello che si chiede al Paese e al nostro territorio, ma speriamo che venga accolta una riduzione del pubblico al 50%. Questo limiterebbe ulteriormente le presenze all’interno di un Autodromo che in tempi normali ospiterebbe 150mila persone. Oggi il rapporto deve essere tra Regione e Stato. Per quanto ci riguarda, siamo pronti a fare atti ristrettitivi, in collaborazione con le forze dell’ordine, per la parte esterna al circuito in modo da evitare assembramenti".
Cosa comporta, dal punto di vista economico, un dimezzamento della capienza o peggio ancora un’assenza di pubblico?
"Non sono in grado di dirlo con esattezza, ma sicuramente il danno sarebbe elevato. La salute viene prima dell’economia, certo; ma ci sono certi aspetti che vanno considerati".
Da lunedì, salutata la Formula 1, su cosa lavorerete in maniera prioritaria?
"Sicuramente a un evento così non vogliamo dire addio, ma arrivederci. Poi avanti con la riorganizzazione del Circondario, della macchina comunale, e con i lavori pubblici per rilanciare l’economia".
C’è un cantiere che si potrebbe sbloccare in tempi brevi?
"Tanti. Penso al museo di San Domenico, al sottopasso di Pontesanto e le due intersezioni della Bretella. Opere che ci piacerebbe rappresentare anche in tempi abbastanza rapidi. La situazione è complessa, ma abbiamo coraggio ed energie per affrontare questo momento. Siamo consapevoli di quello che vogliamo fare, ma anche che non si può fare tutto subito".