Da sinistra: Fabio Bacchilega, Marco Panieri e Giancarlo Minardi (Isolapress)
Da sinistra: Fabio Bacchilega, Marco Panieri e Giancarlo Minardi (Isolapress)

Imola, 13 gennaio 2021 - Dai box alla scrivania, ma sempre spingendo sull’acceleratore. Dopo aver vissuto da protagonista 21 gare mondiali all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari ("Indimenticabile la ‘prima’ nel 1985"), il 73enne faentino Gian Carlo Minardi, fondatore dell’omonima scuderia a lungo protagonista del Circus, farà gli onori di casa in occasione del Gp dell’Emilia-Romagna di F1 del 18 aprile. Da inizio anno è infatti presidente di Formula Imola, la società che gestisce il circuito che a primavera riporterà in vetrina la Terra dei motori. "Questa regione ha tante di quelle cose da mettere sul piatto… – riflette Minardi –. Storia e cultura legate al mondo delle due e quattro ruote: una realtà così non c’è da un nessun’altra parte".

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Presidente Minardi, a novembre prima del Gp a Imola le è stato consegnato un premio alla carriera. Pochi mesi dopo, toccherà a lei riaccogliere il Circus.
"È cambiato tutto molto velocemente. Mai avrei pensato, quella volta, che mi sarei ritrovato dall’altra parte del tavolo. Posso solo dire che credo di aver contribuIto a riallacciare il rapporto tra il mondo che è stata la mia vita negli ultimi 14 anni, vale a dire l’Aci, e Formula Imola".

Un ritorno importante, per la Motor Valley.
"Parliamo di un territorio che ha risorse e possibilità immense. Per questo apprezzo che le istituzioni, politiche e sportive, stiano affrontando un momento tanto difficile investendo. Si sta guardando al futuro rispolverando un nome storico, come quello di Imola, per portare benefici all’intero sistema. Un progetto proiettato nei prossimi anni che mi stimola".

Pensa che al Gp potrà esserci il pubblico in tribuna?
"Non credo che fino ad aprile potranno esserci attività in presenza, ma da parte nostra siamo pronti a tutto grazie all’esperienza di chi mi ha preceduto e allo staff tecnico di Formula Imola. Possiamo aprire l’Autodromo parzialmente, totalmente o anche fare l’evento a porte chiuse. È chiaro che le cose cambiano, a seconda della soluzione scelta; ma la cosa mi preoccupa relativamente. Già essere riusciti a inserire Imola nel calendario è motivo d’orgoglio".

Che gara sarà?
"Saremo il primo Gp in Europa, i giochi saranno ancora aperti. E dunque, siccome sognare non costa nulla, da sportivo mi auguro di vedere la Ferrari vicina ai team da battere. Così il pubblico si diverte, che sia in tribuna o a casa davanti alla tv".

Un ricordo dei ‘suoi’ Gran premi di San Marino?
"Ne ho fatti 21 su 26. Una storia lunga, tra alti e bassi. Ma la gara che ricordo con più affetto fu sicuramente la prima, quella del 1985. Era il terzo Gran premio della stagione: arrivare a Imola e vedere tante bandiere gialloblù della Minardi, con il tricolore, mi fece una certa impressione. E poi c’erano i nostri amici dei club, tra braciolate e accampamenti più o meno abusivi lungo le curve che hanno fatto la storia della Formula 1. Una circostanza non più ripetibile, pensando a oggi; ma che mi fece capire l’affetto della Romagna".