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6 mar 2022

I racconti choc di Alexandra e Anastasiia "La paura, le bombe e i nostri cari rimasti là"

Una è un medico e l’altra è una web designer. Hanno trovato casa a Castel San Pietro con i loro bimbi di sette anni. Lunghi viaggi per scappare dall’orrore, ma gli uomini sotto i sessant’anni non possono partire: "Mandare aiuti è importante"

gabriele tassi
Cronaca

di Gabriele Tassi Putin ha pensato di dividerli "e invece ci ha unito di più". C’è una cosa che accomuna un po’ tutte le storie degli ucraini in fuga dalla guerra: la generosità incontrata nei loro viaggi verso un luogo più sicuro. Ed è quanto racconta anche Anastasiia Spidchenko, arrivata da poco a Castel San Pietro dopo un lungo viaggio in macchina assieme alla sua bimba. "Altre 12 persone arriveranno nelle prossime ore – fa sapere il Comune, che si occupa dell’accoglienza e dei documenti –, mentre un’altra ventina è attesa in questi giorni". In zona si è stabilita da poco anche Alexandra Dmytruk, 37 anni, già impegnata al Centergross a smistare gli aiuti da spedire in Ucraina. Legge le etichette dei farmaci e li divide per tipologia: nella sua città, Ivano-Frankivs’k, è un medico di base con specializzazione in geriatria. Suo figlio invece, sette anni, da martedì grazie al comune di Castello potrà già andare a scuola. Anastasiia invece di anni ne ha trenta, e una figlia di sette, scappata assieme a lei. E’ la mattina del 24 marzo quando il frastuono dei primi bombardamenti le sveglia di soprassalto nella loro casa di Kiev. I vetri tremano e i boati sono lontani: "Dalla scuola di mia figlia – racconta –, è arrivato subito il messaggio che quel giorno non ci sarebbe stata lezione. Poco dopo anche i miei colleghi mi hanno detto che non sarei dovuta andare a lavorare (Anastasiia fa la web designer)". Gli aerei militari cominciano a volare più basso e colpiscono poco dopo l’aeroporto di Boryspil’: mamma e bimba preparano le valigie di fretta e scappano per la paura a casa di alcuni amici. Su Kiev regna un’atmosfera surreale: "Siamo stati come colti di sorpresa – prosegue – , le persone scappavano ovunque. Qualcuno ci ha chiesto ...

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