MATTIA GRANDI
Cronaca

Il cuore della Vallata. Ristorante sommerso, nuova raccolta fondi per aiutare i titolari

Donato e Jenny lanciano un’altra campagna di crowdfunding "La grande generosità di familiari e amici ci aveva aiutato a rialzarci. Ce la faremo anche questa volta, ma apriremo in un luogo più sicuro".

Il cuore della Vallata. Ristorante sommerso, nuova raccolta fondi per aiutare i titolari

Il cuore della Vallata. Ristorante sommerso, nuova raccolta fondi per aiutare i titolari

Sarà, ancora una volta, la generosità delle persone a fare la differenza. In una parola: solidarietà. L’unico appiglio, al cospetto dei ripetuti colpi gobbi della natura e dell’ormai indecifrabile rebus istituzionale relativo agli aiuti per le attività colpite dell’alluvione, mentre casa, bar e ristorante sono sommersi. Già, perché dalle parti di via Chiusa a Borgo Tossignano, angolo di paradiso per gli amanti della pesca sportiva e dei manicaretti da gustare nel locale ‘Giù al lago di Riviera’, lo scenario è quello di totale devastazione. L’acqua fuoriuscita dal Santerno defluisce lentamente nel letto del fiume dopo il taglio dell’argine in attesa dell’intervento, decisivo, delle pompe di aspirazione. Un quadro desolante sotto gli occhi rassegnati del gestore Donato Silvano e della sua compagna Jenny che, con l’aiuto dell’amica e cliente Federica Zanella, hanno fatto partire un’altra campagna di crowdfunding sulla piattaforma ‘gofundme’ (https:gofund.mef4475aac): "Chiediamo di nuovo l’aiuto della gente che è sempre stata al nostro fianco fin dalla calamità della scorsa primavera – raccontano Silvano e Jenny –. Ci rendiamo conto, a pochi mesi di distanza dalla preziosa mano tesa ricevuta per contenere i disastri della prima esondazione, che questo appello potrebbe passare in sordina. Noi, però, siamo senza casa e lavoro. Sul fronte delle istituzioni tutto tace".

La raccolta fondi, avviata tre giorni fa, ha già registrato 22 donazioni per un importo di oltre 1.700 euro su un obiettivo di 8mila: "Cifra che servirà a darci un po’ di sostegno in queste settimane forzatamente senza reddito – sottolineano –. Ma anche a focalizzare qualche progetto, sempre legato al comparto della ristorazione e della cucina, da sviluppare altrove. Non qui. Non abbiamo più intenzione di assistere impotenti alla distruzione dei nostri sacrifici".

I precedenti, in termini di altruismo, sono buoni: "Di sicuro la pagina più toccante e genuina di questo 2023 da cancellare alla svelta. Un qualcosa di inaspettato almeno quanto la doppia alluvione – confidano i due –. Dal crowdfunding, con quasi 5mila euro accantonati, all’asta benefica di cimeli sportivi battuti al bar Parsòt per altri 3mila. Senza dimenticare il supporto di parenti, conoscenti, amici ed i mille euro arrivati da una donazione della scuola materna del paese". Un totale di quasi 20mila euro usati, fino all’ultimo centesimo, per ricostruire quel sogno che ora giace sotto diversi metri d’acqua.