Il sindaco Baldazzi: "Uniti per ricostruire"

Alluvione, 24 milioni per ricostruire strade e infrastrutture danneggiate. Il primo cittadino: "Massima collaborazione con il commissario Figliuolo".

Il sindaco Baldazzi: "Uniti per ricostruire"

Il sindaco Baldazzi: "Uniti per ricostruire"

Ventiquattro milioni di euro per ricostruire la viabilità alidosiana danneggiata dalle tante frane innescate dall’alluvione della scorsa primavera. L’ordinanza firmata nei giorni scorsi dal commissario straordinario Figliuolo ha messo nero su bianco gli importanti stanziamenti previsti per gli interventi di messa in sicurezza delle strade di Castel del Rio. Così il paese dell’alta vallata del Santerno, tra i più colpiti dagli smottamenti di maggio nella provincia di Bologna, rientra nel novero dei destinatari di una delle cifre più significative dell’intero pacchetto di aiuti governativi.

Sindaco Alberto Baldazzi, il meritato epilogo dopo mesi di lavoro.

"Senza dubbio, abbiamo passato un trimestre estivo in trincea per mappare gli oltre 60 interventi da realizzare sul territorio. Era l’unico modo per accreditarsi al meglio davanti alla struttura commissariale. Ringrazio i dipendenti del municipio, i nostri consulenti e l’intera amministrazione".

Il vostro rapporto con l’apparato guidato dal generale Figliuolo?

"Assolutamente positivo e collaborativo, siamo molto soddisfatti di come si è sviluppata l’interazione tra le parti".

All’orizzonte c’è una mole notevole di opere.

"Si tratta della sfida più grande, in termini di investimenti sulle infrastrutture, della storia moderna dell’alta valle del Santerno".

In due parole: un’opportunità. "Certamente, un percorso appassionante e stimolante. Abbiamo la possibilità di dotare Castel del Rio di un adeguato sistema viario con forti riflessi futuri in ambito economico e sociale. Senza dimenticare il valore di un intervento così importante in ottica di ripopolamento, e per contrastare lo spettro spopolamento, della collina".

Convertire i disagi provocati dalla calamità in qualcosa di necessario per la vallata.

"Una concreta chance di rivalutazione per intere porzioni del nostro territorio con evidenti ricadute sul circuito economico locale. L’avvio dei cantieri coinciderà con l’arrivo di tecnici, operai e professionalità in paese".

Una bella maratona per lei e la sua giunta.

"Occorrerà ripensare anche il nostro ruolo amministrativo per delineare la lista delle priorità operative. Ridisegnare il panorama complessivo per elevare la capacità e l’attrattività del territorio. Probabilmente non basteranno 3 anni per completare tutte le opere previste e il cronoprogramma potrebbe sforare oltre il nostro mandato".

La vedo motivata.

"Ma certo. Se avremo, a più livelli istituzionali, la forza e il coraggio di trasformare questo investimento in una riscrittura delle regole della vita in Appennino ci ritroveremo tutti avvantaggiati. L’azione comprenderà anche la ristrutturazione di strade secondarie con la conseguente rivalutazione di tante proprietà. Un bel volano per attrarre giovani e famiglie sui monti".

Strategie in mente?

"Dopo le opere di somma urgenza e l’impiego di diverse risorse dell’ente, attinte per la maggiore dal Fondo Montagna, si apre ora il capitolo più difficile ma legato alla certezza delle risorse stanziate. Il cronoprogramma degli affidamenti inizierà a prendere forma dalla prossima settimana e contiamo di completare i primi iter già entro il mese di dicembre".

Con un paio di appelli. Mi dica il primo.

"Alle aziende della zona per innescare investimenti mirati. Ci sarà molto lavoro nei prossimi 5 anni, alziamo l’asticella insieme".

Il secondo?

"Il ritmo degli affidamenti risentirà dell’efficienza della struttura del municipio ma anche dalla disponibilità di lavoro da parte delle imprese. Il cratere appenninico colpito dall’alluvione registra più di un migliaio di interventi di ricostruzione ma non ci sono mille aziende pronte ad alimentare altrettanti cantieri. Ci vorrà la massima collaborazione tra sistema pubblico e privato per rispettare il calendario". Mattia Grandi