Imu, scontro fra Comune e parrocchia

Il pagamento dell'Imu da parte della Chiesa imolese crea tensioni con il Comune. La parrocchia di San Prospero ha presentato ricorso contro l'accertamento del 2018, portando la questione in tribunale. Il Comune si difende con un professionista esterno, considerando la controversia di grande importanza economica e legale. La questione dell'Imu per gli enti religiosi è dibattuta da tempo, con precedenti pronunciamenti giudiziari che influenzano la situazione attuale.

Il pagamento dell’Imu rischia di incrinare i rapporti tra il Comune e la Chiesa imolese. La parrocchia di San Prospero ha deciso infatti di fare ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Bologna contro l’avviso di accertamento inviatole alla fine dello scorso anno dal Municipio e relativo al 2018 (il termine previsto dalla legge per la prescrizione è appunto di un lustro).

Per far valere le proprie ragioni, l’ente di piazza Matteotti ha stabilito a sua volta di costituirsi in giudizio affidando la difesa a un professionista esterno "in quanto trattasi di controversia di rilevante in ordine a materia assai controversa – si legge nelle carte del Comune – e per la quale si sono succedute numerose modifiche legislative, oltre che avere un importante valore economico per l’ente, anche con riferimento ad annualità di imposta successive". Quello del pagamento dell’Imu da parte degli enti religiosi è in effetti un tema che da tempo anima il dibattito pubblico. Solo per stare ai fatti più recenti, vale la pena di ricordare il pronunciamento, a marzo 2023, della Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell’Emilia Romagna. In quella circostanza, si è stabilito che una parrocchia non ha diritto all’esenzione dal pagamento dell’imposta per gli immobili adibiti al culto se li concede in comodato a terzi per feste, rappresentazioni teatrali, concerti e, in generale, per attività ricreative. Già nel 2016 (in quel caso alla luce di una sentenza della Cassazione) il pagamento dell’allora Ici arretrata (anni 2010 e 2011) aveva portato il Comune a bussare alle porte delle scuole paritarie. Quella volta, a fare ricorso contro gli accertamenti erano stati l’Istituto delle piccole suore di Santa Teresa del Bambino Gesù, che a Imola gestiscono nido e materna in via Cappuccini, e la parrocchia di Santo Spirito (materna in via Pisacane).

e.a.